L’AQUILA – È iniziato il countdown per la firma dei 300 contratti dei vincitori del “concorsone”, da impiegare negli uffici impegnati nella ricostruzione dell’Aquila e del cratere e già arrivano nuovi guai per il Formez Pa.

Una vincitrice del concorso ha inviato, infatti, tramite i suoi legali, una diffida all’organismo che ha gestito il concorso per una “palese violazione dei suoi diritti” in merito alla possibilità di scegliere la sede del lavoro che andrà a svolgere.

Domani, comunque, verranno siglate le assunzioni a tempo indeterminato dei “magnifici 300”, che dovranno recarsi presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila (in Viale Nizza, 14) alle 9.30 per la stipula.

I 300 verranno ripartiti in questo modo: 128 al Comune dell’Aquila, 72 agli Uffici comprensoriali delle otto aree omogenee in cui è diviso il “cratere”, 25 ognuno ai due Uffici speciali (uno per L’Aquila, retto da Paolo Aielli, e uno del “cratere”, guidato da Paolo Esposito), e gli altri tra Regione e province.

Le precise ripartizioni avverranno soltanto una volta siglato il contratto: come riferisce ad AbruzzoWeb lo stesso Aielli, “c’è ancora chi deve esprimere la propria preferenza riguardo l’Ufficio al quale vuole essere destinato; si procederà in base alla graduatoria, quelli che sono più in alto avranno il diritto di scegliere per primi”.

Ci sono poi i 50 che saranno assunti a tempo determinato (tre anni), con il cosiddetto “concorsino”, anch’essi ripartiti in pari numero tra i due Uffici speciali. I partecipanti a questa selezione devono ancora sostenere l’utlimo colloquio, che si terrà la prossima settimana.

Poi c’è il piccolo esercito dei 23 consulenti che andranno a far parte dell’Ufficio aquilano, una selezione che ha scatenato molte proteste poiché si tratta di un bando per professionisti i cui compensi lordi supereranno complessivamente 1,1 milioni di euro.

Una firma, quella di domani, che arriva dopo non poche polemiche riguardo tutta la selezione rinominata ‘concorsone’: quelle dei precari della ricostruzione che puntavano a una stabilizzazione dopo essersi misurati per oltre tre anni con il sisma e la ricostruzione, fino a quelle relative allo svolgimento delle prove selettive con lo scandalo dei libri con le domande e risposte portati fuori dalle sedi di prova.

Fino al caso di presunta rivelazione di segreto d’ufficio, per il quale sono sotto accusa l’ex dirigente della Struttura per la gestione dell’emergenza Roberto Petullà e una giornalista aquilana Cristina Di Stefano, per la vicenda relativa alla pubblicazione su un sito d’informazione online di un esempio di quiz che sarebbe stato inserito nelle prove preselettive.

Ci sono poi i ricorsi presentati al Tribunale amministrativo del Lazio dagli ex precari del Comune dell’Aquila (una sessantina) che hanno lamentato illegittimità nelle procedure, il l Tar non ha concesso la sospensiva ma deve ancora esprimersi nel merito.

Proprio in dirittura d’arrivo era caduto sul concorsone un altro pesante macigno: le perplessità dei segretari comunali, incaricati materialmente di mettere la sigla sulle assunzioni, che avevano ravvisato vizi nelle procedure seguite nell’espletamento delle prove, mettendo in forse la loro firma sui contratti.

Ai loro dubbi, il dipartimento della Funzione pubblica del ministero della Pubblica amministrazione e semplificazione ha dato le risposte necessarie affinché domani le firme possano essere apposte.

Ma qualche perplessità resta ancora, in particolare sulla copertura finanziaria relativa agli stipendi a partire dai prossimi anni, che la legge Barca assicura fino al 2020: 14 milioni di euro per un triennio e, dal 2016, di ulteriori 11 milioni annui, ma fino al 2020.
 
Da quel momento, potrebbe passare tutto ai comuni che dovrebbero fare fronte agli stipendi con proprie risorse, uno scenario che, al solo pensiero, fa già preoccupare i sindaci, assolutamente a corto di risorse economiche.

VINCITRICE DIFFIDA IL FORMEZ: “VIOLAZIONE DEI DIRITTI”

Una nuova grana si abbatte sul concorsone proprio a un giorno della stipula dei contratti per i “magnifici 300” che hanno vinto la selezione.

Una vincitrice del concorso ha inviato, tramite i suoi legali, una diffida al Formez Pa, l’organismo che ha gestito il concorso pubblico, per una “palese violazione dei suoi diritti” in merito alla possibilità di scegliere la sede del lavoro che andrà a svolgere. Secondo quanto si è appreso ci sarebbero altri 5-6 altri concorrenti pronti a a inviare lo stesso tipo di diffida..

Al centro della vicenda c’è la questione dei plurivincitori che non hanno ancora espresso la classe di concorso per cui opteranno e di cui AbruzzoWeb si è già occupata in passato.

Nel momento in cui verranno effettuate queste scelte, infatti, si determinerà la mancata copertura di alcuni dei posti messi a bando per le varie classi concorsuali, “lasciando inevitabilmente scoperti i posti rinunciati”, scrivono gli avvocati Sergio Fiorenzano e Angelo Maleddu.

Alla vincitrice che ha inviato la diffida, invece, è stato chiesto già lo scorso 26 febbraio di effettuare la scelta.

“La graduatoria in cui figura la nostra cliente annovera tra i vincitori alcuni candidati risultati plurivincitori i quali, ad oggi e con riguardo ai diversi profili inseriti nel bando, non risultano avere esercitato la necessaria opzione in ordine al profilo di loro gradimento – si legge nella diffida – attesa l’impossibilità logico-giuridica di prestare servizio per due diverse amministrazioni”.

“Al contrario – proseguono i legali – con riferimento ad altri profili concorsuali, tale opzione è stata esercitata in sede di convocazione per la scelta delle sedi in data 26 febbraio 2013, lasciando inevitabilmente scoperti i posti rinunciati come si ricava dal comunicato dalle SS.VV. pubblicato sul sito formez.it.

“Atteso che le Amministrazioni procedenti non potranno certo individuare arbitrariamente i soggetti che andranno a coprire i posti che si sono resi vacanti – prosegue ancora la diffida – appare ragionevole prevedere che questi verranno individuati attingendo alla graduatoria degli idonei non vincitori”.

Per i legali della vincitrice “proprio con riferimento a tale ultimo incombente, giova segnalare che le rinunce menzionate determinano ed hanno in effetti determinato delle ricadute anche sul diritto dei vincitori alla scelta delle sedi”.

In particolare si punta l’indice sulla tempistica della scelta delle classi, che non è stata contemporanea all’indicazione della preferenza della sede di lavoro.

“Tale scelta sarebbe dovuta avvenire all’esito delle opzioni effettuate dai plurivincitori – si legge ancora nella diffida – a garanzia di coloro che, collocatisi comunque tra i vincitori, hanno un indubbio interesse a scorrere verso l’alto con conseguente ampliamento delle possibilità di una scelta ad essi maggiormente gradita”.

Per gli avvocati, il Formez in pratica non può invitare la donna “a firmare il contratto per l’immissione nei ruoli del personale del Comune di …. il prossimo 27 marzo senza consentire alla stessa di riesprimere la propria preferenza per le sedi che resteranno vacanti secondo il meccanismo sin qui descritto, costituisce una palese violazione dei suoi diritti alla luce del richiamato orientamento giurisprudenziale”.

Tra i sindacati che denunciano queste incongruenze c’è anche la Funzione pubblica Cgil.

FP CGIL: “IL FORMEZ SI RAVVEDA”

“La Cgil Funzione Pubblica spera in un ravvedimento del Formez al fine di non ledere i diritti dei vincitori del concorso ed evitare spiacevoli contenziosi giudiziari”.

Il segretario regionale della Fp-Cgil Carmine Ranieri interviene nella vicenda del concorsone dopo la diffida al Formez da parte di una vincitrice.

Per Ranieri “a causa di una eccessiva “leggerezza” del Formez PA che gestisce la procedura, si rischia di non rispettare il criterio dell’assegnazione delle sedi di concorso ai vincitori secondo l’ordine della graduatoria, così come previsto dal bando e dalle vigenti norme in materia di concorsi nella pubblica amministrazione. Con la conseguenza che per esempio chi avrebbe diritto di essere assunto al Comune dell’Aquila rischia di vedersi assegnato presso altro Comune distante anche molti chilometri”.

“Ciò potrà avvenire – prosegue – in quanto le graduatorie annoverano tra i vincitori alcuni candidati risultati plurivincitori i quali, ad oggi e con riguardo ai diversi profili inseriti nel bando, non risultano avere esercitato la necessaria opzione in ordine al profilo di loro gradimento, attesa l’impossibilità logico-giuridica di prestare servizio per due diverse amministrazioni. Al contrario, con riferimento ad altri profili concorsuali, tale opzione è stata esercitata in sede di convocazione per la scelta delle sedi in data 26 febbraio 2013, lasciando inevitabilmente scoperti i posti rinunciati”.

“I responsabili delle procedure – conclude Ranieri – riferiscono ad alcuni organi di informazione che le precise ripartizioni avverranno soltanto una volta siglato il contratto. Ma il contratto di assunzione avverrà direttamente con gli Enti interessati e non si capisce il motivo per il quale un vincitore dovrebbe firmare un contratto di assunzione con un Ente diverso da quello cui ha diritto di essere assunto”.