L’AQUILA – “Il rinvio dell’udienza è stato chiesto dal ricorrente, con una istanza che è evidentemente sintomatica della carenza di una effettiva esigenza cautelare”.
Così l’avvocato Maurizio Rencricca, che difende la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila nel ricorso presentato al Tar per chiedere la sospensione del concorso per 4 posti, poi diventati 105, di operatore socio sanitario. Il legale ha presentato una memoria difensiva di 740 pagine con tutta la documentazione della procedura concorsuale che secondo l’azienda è stata espletata senza irregolarità.
La pensano diversamente molti partecipanti, che hanno denunciato come alla prima prova scritta, il 28 luglio al palaghiaccio di Roccaraso, avesse regnato il caso, con la possibilità di entrare e uscire dall’aula durante lo svolgimento della prova, la possibilità di utilizzare i telefoni cellulari e di cambiare la risposta alle domande del questionario prima della consegna.
Va precisato che il ricorso al tribunale amministrativo regionale è stato presentato da una sola concorrente, supportato da una quindicina di altri concorrenti che hanno dato disponibilità a testimoniare e che il Tar stabilirà nel giudizio di merito se ascoltare o meno. L’avvocato Angelo Mario Candido, che li difende insieme a Francesco Di Genova, è poi stato incaricato da un centinaio di concorrenti di chiedere alla Asl la sospensione del concorso in via stragiudiziale.
“L’avvocato Di Genova in udienza ha chiesto il rinvio in via cautelare per esaminare a fondo la documentazione della Asl – spiega Rencricca – Ma se hai esigenze cautelari è tuo interesse che il collegio si pronunci alla svelta per scongiurare un danno grave ed irreparabile”.
La Asl, dopo le polemiche rimbalzate sui media, ieri sera è intervenuta con una nota ufficiale. “L’azienda – si legge – non avendo rilevato irregolarità sull’operato della Commissione, in assenza di pronunciamento dell’autorità giudiziaria, ha ritenuto di portare a compimento la procedura concorsuale”.
La sospensione del concorso era stata chiesta nei giorni scorsi anche dalla senatrice del Pd Stefania Pezzopane. (m.sig.)





