PESCARA – Salta il piano dell’opposizione al Comune di Pescara, che stava raccogliendo le firme per far cadere l’amministrazione comunale e il sindaco Luigi Albore Mascia.

Avrebbero dovuto firmare in 21, ma il numero dei sottoscrittori si è fermato a 17.

Non hanno firmato Maurizo Acerbo (Prc), Fausto Di Nisio (Indipendente), Massimiliano Pignoli (Fli) e Daniela Arcieri Mastromattei (Fli).

Guidati dal gruppo Pd, i consiglieri di opposizione, a cui si sono aggiunti quelli dell’Udc, prima in maggioranza, ieri si erano incontrati in uno studio notarile per la raccolta delle firme e per accertare che una eventuale caduta dell’amministrazione non avrebbe fatto slittare al 2015 il voto.

“Non sottoscrivo la decadenza del sindaco, perché non voglio che si dia la sensazione di una pugnalata alle spalle”, ha detto durante i lavori del Consiglio Di Nisio, soffermandosi comunque sull’ “inadeguatezza” dell’amministrazione e su una Giunta che “non ha più la maggioranza”.

Per Acerbo bisogna “fare alcune cose che sono nell’interesse della città e su cui c’è un unanime orientamento”, caso in cui secondo il consigliere non rientrano “i 150 incarichi da assegnare”.

Il consigliere Enzo Del Vecchio (Pd), riferendosi alla decisione di Di Nisio e Acerbo di non firmare, ha affermato che “la sospensione dei lavori ha portato a qualche risultato o qualche inciucio. Da qui alla fine del voto – ha sottolineato il consigliere – l’amministrazione può ancora produrre danni pazzeschi. Le firme, comunque, sono depositate li è chi vuole può aggiungere la propria. Ci sono cinque giorni di tempo”.

“La maggioranza uscita dalle urne – ha evidenziato l’assessore all’Urbanistica Marcello Antonelli – oggi indiscutibilmente non è più maggioranza perché alcuni consiglieri sono passati dall’altra parte. Nel corso della riunione di maggioranza, durante la sospensione dei lavori, abbiamo valutato fino in fondo l’opportunità di provare dentro il Consiglio comunale a raggiungere una conclusione su alcune questioni aperte che possiamo portare a compimento in questi venti giorni”.