PESCARA – Sono ore drammatiche in Consiglio comunale a Pescara, dove all’ordine del giorno è approdato il salasso che l’amministrazione del sindaco Marco Alessandrini si appresta a ‘somministrare’ ai pescaresi, rappresentato da un aumento delle tasse record di 16 milioni e 700 mila euro: 10 milioni e 400 mila euro dalla nuova imposta sui servizi comunali indivisibili, la Tasi, introdotta dal governo per compensare le mancate coperture per la vecchia Ici-Imu sulla prima casa; altri 2 milioni e 300 mila euro con l’aumento dell’Imu, l’imposta municipale unica sulle seconde abitazioni; e, infine, 4 milioni di euro dall’addizionale Irpef.

Oggi le previsioni parlano di un diluvio di emendamenti ostruzionistici da parte delle opposizioni, ed anche costruttivi per cercare altre entrate al posto degli aumenti, o volte a rimodulare le aliquote.

Per indorare la pillola, nella seduta di ieri il sindaco ha annunciato un taglio alla sua indennità e a quella degli assessori del 10 per cento.

Un risparmio di appena 50 mila euro, “che andrà a supportare un progetto di natura sociale”, che però a conti fatti appare un pannicello caldo e “un gesto simbolico davanti ad una situazione contabile disastrosa”, come ha ammesso lo stesso Alessandrini.

Il Movimento 5 stelle ha però alzato di molto la posta, proponendo di azzerare le indennità di sindaco, assessori e consiglieri per i prossimi quattro mesi ed effettuando una sforbiciata del 15 per cento su 490 voci che contribuiscono ad appesantire i conti del Comune.

“In questo modo – ha argomentato il capogruppo Enrica Sabatini – possiamo recuperare la ben più consistente somma di 10 milioni e 400 mila euro, evitando così di aumentare la Tasi”.

L’ha buttata sulla satira invece il gruppo consiliare di Forza Italia, che ha distribuito una locandina taroccata del film ‘La Stangata’, piazzando nel ruolo di Robert Redford e Paul Newman il sindaco Alessandrini e il capo dellansua segreteria Camillo D’Angelo.

E mentre in consiglio si cerca una disperata via d’uscita, la città monta la protesta.

Sul piede di guerra, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e quelle dei sindacati dei pensionati che giudicano inaccettabili gli aumenti.

“Le esenzioni elle agevolazioni per le categorie sociali più deboli – si legge in una nota al vetriolo – restano un’incognita. Tale manovra caratterizzata da soli e pesanti aumenti delle imposte, avrà ripercussioni drammatiche sulle famiglie e sui pensionati e renderà gli effetti già devastanti della crisi ancora più insopportabili”.
    
Il presidente della Confcommercio Pescara, Ezio Ardizzi, rincara la dose e usa un macabro argomentazione: “tassare i morti non serve”.

“Le aziende continuano a chiudere, un ulteriore aumento delle tasse rappresenterà un colpo di grazia per chi cerca di sopravvivere. Predisporre un bilancio di previsione in cui i maggiori entrate dovrebbero derivare da un aumento della pressione fiscale imprese e famiglie al limite della sopravvivenza significa avere poche basi in economia, perché la diminuzione certa del numero delle aziende che falliranno , e il crollo dei consumi porteranno minori entrate nelle casse comuali”.