L’AQUILA – Interrompere i lavori di realizzazione della nuova pista ciclabile in via della Pineta e via Luisa D’Annunzio a Pescara sud, e ripensare il progetto, per evitare la perdita di 45 posti auto.
Questo l’impegno preso ieri in consiglio comunale la maggioranza di centrodestra del sindaco Carlo Masci. La mozione presentata dal presidente della commissione mobilità Armando Foschi, della Lega, e impegna sindaco e giunta ad una sospensione per una revisione del progetto, avviato ed appaltato dall’amministrazione comunale Marco Alessandrini del 2018.
A dare battaglia contro la decisone il centro sinistra, che parla di “idea retrograda e miope dela città”.
“Man mano che i lavori sono andati avanti e la pista ciclabile su via Luisa D’Annunzio-via della Pineta ha cominciato a prendere forma – ha spiegato Foschi – , sono iniziati ad aumentare i malumori dei cittadini che vivono o lavorano nel quartiere, e, al fine di verificare quelle voci contrarie all’iniziativa lo scorso 15 novembre con la Commissione abbiamo effettuato un sopralluogo sul cantiere, constatando, di fatto, che i titolari delle attività ubicate nella zona avevano ragione e le loro critiche erano fondate, ovvero il cantiere, di fatto, sta impegnando una grossa porzione della carreggiata stradale per far posto a una pista ciclabile che andrà a cancellare circa 45 posti auto.“
E ha aggiunto. La pista ciclabile si sposterà sul lato sud della strada, mangiando una parte della carreggiata; all’altezza della casa Cantoniera, lungo via Della Pineta, la pista ciclabile tornerà sul marciapiede su sede promiscua, perché più stretto, e da questo punto, procedendo in direzione Nord, saranno cancellati inevitabilmente 40/45 posti auto utilizzati dalla sosta. Tradotto chi dovrà fermarsi per un acquisto in uno delle attività commerciali della zona, o in farmacia, o andare in palestra o in un bar o pasticceria lungo la strada non avrà più un punto in cui potersi fermare. Il progetto è presumibilmente sbagliato o comunque è nato male, dunque fermo restando che nessuno è contrario alle piste ciclabili, è però chiaro che i progetti non possono ogni volta danneggiare il tessuto economico del territorio di riferimento, ma piuttosto devono accompagnare e favorire il suo sviluppo”.
Argomenti che non convincono il centrosinistra.
“Ancora una volta il centrodestra porta avanti una idea ormai retrograda e dannosa per la città – afferma Giacomo Cuzzi capogruppo del PD – Ci siamo opposti a questa risoluzione perché crediamo che lo sviluppo di Pescara, come di tutte le altre città del mondo, debba essere sostenibile. Bisogna quindi implementare le piste ciclabili, la mobilità elettrica, il trasporto pubblico e la creazione di aree verdi, tutto quello che l’attuale Amministrazione non sta facendo, anzi, vogliono smantellare anche altre piste ciclabili già esistenti, come quella di Viale Muzii. Inoltre va ricordato sia come questa decisione è opposta alla linea tracciata più volte dal Sindaco Masci e dall’Assessore Mascia: parole e fatti vanno in due direzioni opposte, sia che l’intervento è inserito all’interno del progetto di riqualificazione delle aree periferiche della città che vale 18 milioni di euro – di cantieri già avviati – e che porterà al miglioramento qualità vita alle aree di Portanuova, Zanni, San Donato, Fontanelle, Borgo Marino e Villa del Fuoco, ciò fortemente voluto dalla scorsa Amministrazione e che l’attuale eredita e sta tentando di distruggere”
“Quel tratto di ciclabile è fondamentale per collegare Pescara Sud con il Centro città – affermano Antonio Caroselli, segretario del Circolo Pd di Portanuova, e Saverio Gileno di Sinistra Italiana – In tal modo la ciclabile della Riviera Sud avrebbe avuto un diretto collegamento con le aree dell’Università e del Tribunale, arrivando alle due stazioni ferroviarie (Pescara PortaNuova e Pescara Tribunale) e proseguendo su Via D’Annunzio fino a Via De Gasperi e quindi Stazione Centrale e centro città.”
La visione del centrodestra è miope; vengono anteposti posti auto ed inquinamento alla tutela del pianeta e ad uno sviluppo nuovo, “green”, europeo e migliore della città. La motivazione addotta, ovvero che ciò andrebbe contro alle attività produttive presenti sul territorio, è falsa, come dimostra lo sviluppo economico e strutturale delle più importanti città europee: mobilità “green” e aree ciclabili e pedonali implementano lo sviluppo economico e non il contrario.






