L’AQUILA – Nelle settimane scorse ha fatto discutere molto, la proposta di deliberazione del Consiglio comunale dell’Aquila sulla ricostruzione del centro: per i promotori un’opportunità dell’Ente di riprenderne il controllo, per i denigratori un’operazione di facciata che nasconderebbe interessi elettoralistici.
Quale che sia il vero scopo, i consiglieri comunali del capoluogo devono aver deciso che quel provvedimento non è buono a raggiungerlo.
Oggi, infatti, al momento della votazione, i rappresentanti in aula della popolazione del capoluogo, che già non brillano per presenzialismo, anzi, tutt’altro, erano presenti appena in 17. Su 41. Meno della metà. Complimenti!
Inevitabile la sospensione della seduta da parte del presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, che, come capogruppo dei Comunisti italiani, aveva anche sottoscritto la proposta di deliberazione, che vede come primo firmatario il consigliere Enzo Lombardi (Forza Italia).
Una proposta sottoscritta anche dal capogruppo del Partito democratico, Vito Albano, dal capogruppo del Nuovo Psi, Giancarlo Vicini, e da numerosi consiglieri di entrambi gli schieramenti.
Non è bastato questo consenso ampio e bipartisan. Per approvare le “Disposizioni per la formazione delle linee di indirizzo strategico e per l’organizzazione dell’azione e degli interventi per la ricostruzione del centro storico della città dell’Aquila e delle frazioni” ci vorrà un’altra votazione, nella seconda convocazione del Consiglio, prevista per lunedì 4 luglio, sempre alle ore 16, a palazzo dell’Emiciclo.
Speriamo che questa volta i consiglieri si degnino di partecipare a una votazione su un provvedimento ritenuto (da loro) strategico per la ricostruzione, non proprio una cosa da niente. (alb.or.)
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