L’AQUILA – Nella seduta del Consiglio comunale dell’Aquila, a palazzo dell’Emicilo, è incorso la discussione del bilancio di previsione 2010, del bilancio pluriennale 2010-2012 e della relazione previsionale e programmatica 2010-2012.

Opposizioni pronte allo scontro sul documento finanziario da circa 700 milioni di euro, ma sul quale pesano le incertezze dei trasferimenti dal Governo e il mancato introito di tributi comunali, come Ici e Tarsu.

“Approviamo ad agosto un bilancio che è quasi un consuntivo: un bilancio da 707 milioni, di cui oltre 500 di chiacchiere”. Questa la stroncatura del capogruppo dell’Italia dei valori, Angelo Mancini (nella foto), che la dice lunga sul clima che ci sarà in aula.

Come ricordato dal consigliere del Movimento per le autonomie, Emanuele Imprudente, “il bilancio ha sì avuto il parere favorevole dei revisori dei conti, i quali, però, hanno invitato l’amministrazione a tenere d’occhio i debiti fuori bilancio e delle Spa comunali per evitare la catastrofe economica”.

Più di 30 gli emedamenti delle opposizioni, tra cui quello con il quale si propone l’istituzione di un ufficio comunale per la ricostruzione attraverso il taglio alle spese superflue, come l’aumento delle spese di staff.

Duro il capogruppo de La Destra Luigi D’eramo, che osserva come il bilancio di previsione “sia carente di qualsiasi programmazione in settori strategici come lo sportello Unico per le attività produttive, il personale, dove per risollevare le sorti è stato chiamato un dirigente proveniente dalla Provincia dell’Aquila per un costo di 44mila euro, o le Opere pubbliche. In tutti i casi si fa riferimenti a programmi ed obiettivi del 2009. Cosa stiamo approvando? Il piano triennale delle opere pubbliche è stagto ”osservato ” dai revisori dei conti. Si naviga, praticamente, a vista”.

La manovra nel suo complesso è da 707 milioni di euro,  di cui 553 provenieinti da Opcm che determinano trasferimenti governativi. 6,8 milioni saranno utiilzzati per coprire il mancato introito della Tarsu, 120 milioni per le spese di puntellamento, 85 per il finanziamento del cosiddetto “Contributo diretto per la ricostruzione”, destinato alle case classificate A-B-C, 31 milioni dalla Protezione civile per lo smaltimento dei rifiuti, 267 milioni per il piano triennale delle opere pubbliche e 120mila euro per la Cultura.

(g.a)