L’AQUILA – “Quella delle spaccature nel Pd e della crisi al Comune dell’Aquila sono voci, frutto di un’errata interpretazione giornalistica. Un desiderio dei gufi che vorrebbero che a L’Aquila si instauri un clima sudamericano. La verità è che siamo uniti, ci sono solo, come è normale e giusto che sia, punti di vista diversi, su come uscire dai tanti problemi che dobbiamo affrontare, ognuno nel suo ruolo istituzionale, a Roma, in Regione e al Comune, ma remiamo tutti nella stessa direzione”.

Narrazione errata e interessata degli avvenimenti: liquida così le voci di forti fibrillazioni interne al Pd, e di venti di crisi in Comune, il sindaco Massimo Cialente, attorniato, a fare quadrato intorno a lui, dalla senatrice Stefania Pezzopane, dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli, dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, dal segretario cittadino Stefano Albano e dal capogruppo in consiglio comunale Stefano Palumbo.

Una prova di forza, quella del Pd aquilano, dopo gli attriti sulla difficile partita della conferma dei contratti dei 56 precari del Comune dell’Aquila, bloccato perché i dirigenti non vogliono firmare. E a seguito della recente inchiesta sull’ex Onpi che coinvolge la funzionaria Patrizia Del Principe e il segretario generale Carlo Pirozzolo.

Conferenza stampa non a caso convocata all’indomani del successo con oltre 10 mila votanti delle elezioni dei consigli territoriali di partecipazione. Un’idea, hanno più volte ribadito gli esponenti dem, di questa amministrazione di centrosinistra. Segno di estrema vitalità della cittadinanza aquilana.

Assente in conferenza stampa il vice sindaco Nicola Trifuoggi. E Cialente anticipa ogni dietrologia, assicurando che con lui il rapporto è ottimo, e l’unica “diversità di vedute” riguarda la diffidenza del vicesindaco sulla possibilità di confermare i 56 precari del Comune. Perchè spiega il sindaco, “ha una impostazione non politica. Lui è un consulente della legalità, e la sua, sulla vicenda dei precari, è una interpretazione prettamente giuridica”.

E mentre la Pezzopane ricorda che è arrivato il parere positivo anche della Ragioneria generale dello Stato, a confermare quello del Ministero del Lavoro, sulla possibilità di rinnovare i contratti, Cialente è convito che arriverà il via libera anche dalla Corte dei Conti, a cui è stato chiesto un parere. E quando arriverà, assicura il sindaco, “allora state certi che anche Trifuoggi si ricrederà”.

“La crisi è nei sogni di coloro che non riescono a sconfiggerci alle elezioni, e sognano che ci dividiamo – ha  poi incalzato Lolli – ma poi per loro suona la sveglia. Siamo un gruppo dirigente, governiamo il Comune più difficile d’Italia. E talvolta abbiamo opinioni diverse, su come affrontare problemi complessi, perché tra noi si discute, ma l’obiettivo è unico”.

E ancora, per rendere più chiaro il concetto Lolli spiega “che solo dei fessi farebbero cadere Cialente, e noi non siamo fessi”.

Cialente poi se la prende con quella percentuale “endemica di gufi”, che “remano contro, avvelenano il clima”, e nega che la sua maggioranza in consiglio comunale sia debole.

“Cialente deve arrivare all’ultimo giorno – ha aggiunto la Pezzopane – e siamo tutti con lui, se c’era qualcuno che voleva mettergli i bastoni tra le ruote, ad esempio non sarebbe stato approvato l’emendamento per il rinnovo dei precari, che abbiamo invece strappato con un corpo a corpo con la Ragioneria generale dello Stato”.

“C’è chi vuole istaurare un clima sudamericano a L’Aquila – conclude il sindaco – senza rendersi conto che il quadro economico è drammatico, e stiamo affrontando una ricostruzione che è una sfida immane. E in questo contesto girano voci strane, fioccano le dietrologie. C’è chi come il consigliere comunale di opposizione Giorgio De Matteis, lavora poi per affondare l’operazione Accord Phoenix, che darebbe lavoro a tanta gente”.

In merito alle inchieste e ai processi in corso che coinvolgono il Comune, Cialente assicura infine che “siamo sereni, abbiamo fatto tutto con correttezza e trasparenza, siamo il Comune forse più controllato d’Italia. Siamo stati noi anzi ad essere andati in Procura a denunciare anche semplici rumors su eventuali comportamenti sospetti e non corretti. Chiedo però alla giustizia di fare subito, non è possibile che non si abbia una sentenza ad esempio sul processo Do ut des che ha coinvolto un ex vice-sindaco, Roberto Riga”.