L’AQUILA – Le forze di opposizione nel Comune dell’Aquila nel caos dopo il ritiro delle dimissioni da sindaco di Massimo Cialente, avvenuto ieri mattina.

I consiglieri sono stati colti in contropiede dopo aver annunciato, per bocca di Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta), di voler presentare le dimissioni firmate della minoranza nel caso in cui Cialente avesse ritirato le sue, arrivate in seguito allo ‘scoppio’ dell’inchiesta “Do ut des” sulle presunte tangenti legate alla ricostruzione dell’Aquila terremotata, oltre che per gi attacchi della stampa nazionale.

Dunque, con il ritorno di Cialente, i consiglieri che avevano preso parte alla conferenza stampa di annuncio della protesta di Gdm, ora parlando con AbruzzoWeb mostrano posizioni evasive e confuse sul fronte delle dimissioni, in considerazione del fatto che un loro abbandono non provocherebbe una crisi, ma ‘solo’ un ingresso in Consiglio dei primi dei non eletti al loro posto.

Una situazione che crea ancora più confusione a una minoranza di centrodestra già dilaniata da spaccature, incomprensioni e cambi di casacca.

De Matteis dapprima ha temporeggiato, affermando di voler parlare soltanto al termine della conferenza nella quale Cialente ha annunciato il ritorno, mandando nel pomeriggio di ieri un lungo comunicato nel quale non c’è più traccia della minaccia di dimissioni. “L’unica certezza che emerge dalla conferenza stampa di Cialente è che fino a oggi al Comune dell’Aquila è mancata la legalità”, il commento dell’ex candidato sindaco sconfitto proprio da Max al ballottaggio.

Gli altri che erano presenti a quella conferenza stampa apparsa fuori tempo, interpellati dal cronista, ne parlano, senza però indicare un percorso chiaro.

Per Vito Colonna (Prospettiva 2022, lista civica legata alla Destra), “le dimissioni verranno presentate se troveremo altri consiglieri disposti a farlo. La forma di protesta rimane quella, io sono d’accordo con De Matteis – assicura – Il centrosinistra è stato bravo a spostare l’attenzione su Cialente sì o Cialente no, facendo passare in secondo piano le responsabilità che ha per esempio sulle nomine di Roberto Riga e Pierluigi Tancredi, coinvolti nell’inchiesta e voluti direttamente dal sindaco”.

“Nulla da dire sulla statura professionale di Nicola Trifuoggi (nominato vice sindaco al posto della ‘temporanea’ Betty Leone, ndr) – aggiunge Colonna – ma alla fine sembra più un’operazione da fumo negli occhi, come quando il prefetto Giuliano Lalli venne nominato nella Giunta. La verità è che Cialente non ha ottenuto nulla di ciò che pretendeva, vedi la revoca della delega alla ricostruzione dal ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia“.

Invece Emanuele Imprudente, che è dello stesso gruppo consiliare di De Matteis, Lca, che si è progressivamente assottigliato, lascia uno spiraglio aperto: “Può darsi che le dimissioni le presenteremo – ipotizza – Comunque, ci riuniremo e definiremo una strategia per cercare di far recuperare credibilità alla città che le buffonate di Cialente hanno esposto al pubblico ludibrio dell’Italia intera. Chiederemo anche un Consiglio comunale straordinario per il quale abbiamo già le firme e faremo una opposizione ancora più incisiva sui problemi irrisolti della città”.

Il più netto di tutti, anche se con un distinguo importante, è Daniele Ferella di Tutti per L’Aquila, la lista civica di centrodestra che faceva parte della coalizione mista multicolore legata al vice presidente del Consiglio regionale. “Appena verrà convocato il Consiglio, presenteremo le dimissioni a patto che lo facciano anche gli altri. Io da solo non lo farò. L’accordo – rivela il consigliere – era stato preso con buona parte della minoranza”.

“Mi sono anche un po’ stufato di parlare di Cialente – si lamenta Ferella – e del fatto che faccia marcia indietro continuamente. Nulla da dire sulla scelta di Trifuoggi, è un segnale che forse anticipa un cambio di passo”.

A conferma ulteriore della confusione, a questo punto non si capisce più se i presenti alla conferenza abbiano parlato a nome di tutta la minoranza oppure a mero titolo personale.