L’AQUILA – Nasce l’intergruppo degli “under 40” all’interno del centrodestra all’opposizione al Comune dell’Aquila.
Ne fanno parte Luigi D’Eramo (La Destra – Prospettiva 2022), Guido Liris (Popolo della libertà) e Alessandro Piccinini (misto).
A unirli la comune trascorsa militanza giovanile in Alleanza nazionale, ma soprattutto la volontà di abbandonare la “casa del padre” e rompere con i sessantenni che, dalle loro parti così come nel centrosinistra, da 15 anni fanno il bello e il cattivo tempo nella politica cittadina.
In prima battuta, nella schiera dei giovani che puntano a emanciparsi dalla “vecchia guardia”, avrebbero dovuto aderire anche altri consiglieri espressione della ‘linea verde’, come Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta) e Raffaele Daniele (Unione di centro).
A richiamarli all’ordine il loro antico mentore nonché candidato sindaco sconfitto al ballottaggio alle amministrative del 2012, Giorgio De Matteis, che è anche vice presidente del Consiglio regionale.
L’iniziativa, infatti, ha fatto drizzare le orecchie a De Matteis e ad altri due “volponi” aquilani, cui questi tentativi di emancipazione non sono sfuggiti: l’assessore regionale del Pdl Gianfranco Giuliante e il consigliere dello stesso partito Luca Ricciuti.
I tre non hanno mai avuto rapporti eccellenti, soprattutto Giuliante e De Matteis, storici avversari e artefici di uno scontro senza esclusione di colpi in occasione delle elezioni comunali, tanto che il Pdl decise di convergere al primo turno sull’urbanista Pierluigi Properzi.
Separati da sempre, si sono invece trovati d’accordo nel frenare l’avanzata degli arrembanti consiglieri.
Ne è una prova l’incontro romano per discutere della ricostruzione del capoluogo organizzato a Roma dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, cui subito hanno aderito gli “under 40”: per timore di venire scavalcati, Gdm & co. hanno chiesto di poter partecipare e, subito dopo, hanno tenuto una conferenza stampa senza invitare i “frondisti”.
Ai giornalisti hanno presentato la loro proposta per trovare i soldi per L’Aquila e il “cratere”: chiedere un’anticipazione dei fondi destinati all’Emilia-Romagna non ancora impegnabili, salvo ricostituire il “tesoretto” con l’utilizzo delle accise di scopo sui carburanti introdotte per finanziare questioni ormai superate, come la guerra in Abissinia o il terremoto del Belice.
Un’ipotesi che, in realtà, alla prova dei fatti, potrebbe segnare il passo di fronte a impraticabilità di natura politica (difficile che l’Emilia si lasci soffiare quanto già ottenuto) ed economica (il surplus sulla benzina, è ormai divenuta un’entrata destinata alle spese corrente dello Stato).
Per tutta risposta, il trio D’Eramo-Liris-Piccinini ha fatto circolare un comunicato stampa condito di una certa dose di sarcasmo in cui rivendicavano due risultati: aver ricompattato i “big” del centrodestra e aver fatto dialogare di nuovo Giuliante e De Matteis.
Una guerra di fioretto che, però, presto potrebbe riservare qualche sciabolata, soprattutto nella marcia di avvicinamento alle Regionali, previste per la primavera 2014, quando i percorsi cominceranno a intrecciarsi veramente e qualche pestone sui calli potrebbe scatenare reazioni ben più vigorose.
In pratica nel centrodestra si sta assistendo a un antipasto della notte dei lunghi coltelli che, sull’altro lato dello schieramento aquilano, è già in atto, come dimostra il siluramento di Pierpaolo Pietrucci dal ruolo di capo di gabinetto del sindaco, Massimo Cialente, tra gli altri motivi perché ritenuto “reo” di volersi mettere in competizione con qualche pezzo da 90 del Partito democratico che ha fatto la bocca a un seggio all’Emiciclo.
Oppure, ultimo in ordine di tempo, il ritiro forzato del coordinatore cittadino democrat, Stefano Albano, dalla corsa per la poltrona di segretario provinciale, che ha garantito la blindatura dell’uscente Mario Mazzetti, ex sindaco di Carsoli poi bocciato dai suoi cittadini al tentativo di bis.
Il tutto nonostante Albano, e gran parte del partito nel capoluogo, non avessero lesinato critiche a Mazzetti per la scarsa attenzione dimostrata nei confronti delle sorti dell’Aquila terremotata.






