L’AQUILA – Il Partito democratico attende freddamente le mosse di Massimo Cialente, il Consiglio comunale dell’Aquila è spaccato tra chi è pro e chi è contro il primo cittadino, intanto il ritiro delle dimissioni da sindaco si fa più che una voce, quando mancano 15 giorni esatti alla dead line per poterlo fare.
Frattanto, il “calciomercato” dei possibili candidati alla fascia tricolore del capoluogo, qualora tra un anno si andasse veramente a votare, si allarga di nuovi possibili protagonisti, di schieramento e storie politiche diametralmente opposte.
LA DESTRA
Pare ci sia quasi rimasto male di non essere stato nemmeno citato tra i possibili candidati nel precedente articolo di AbruzzoWeb.
D’altronde, Luigi D’Eramo, 34 anni, ex assessore comunale-baby ai Lavori pubblici e allo Sport negli anni di Biagio Tempesta, attualmente colleziona già molte cariche.
È infatti segretario regionale della Destra di Storace e, con la stessa bandiera, dopo essere stato addirittura suggerito da Silvio Berlusconi a Gianni Chiodi come possibile, nuovo componente della Giunta nei mesi del rimpasto, è diventato alla fine assessore provinciale.
Potrebbe candidarsi a succedere a Cialente, magari in solitaria? Perché no. Del resto, già nell’ultima tornata di amministrative, nel 2007, il litigioso e disgregato centrodestra aquilano si presentò con tre candidati, quello ufficiale, Maurizio Leopardi, più Luca Bergamotto e Stefano Vittorini come battitori liberi.
L’attuale minoranza punta a presentare un fronte unico per riconquistare il Comune, ma se le divisioni non dovessero essere appianate oppure dovesse spuntarla un candidato troppo al centro, gli storaciani non ci penserebbero su un attimo a mettere in piedi una candidatura alternativa. E a quel punto D’Eramo sarebbe il candidato naturale.
I DIPIETRISTI
C’è infine un’ulteriore personalità cittadina che nel 2012 potrebbe decidere di mettersi la maglietta da candidato sindaco.
Si tratta di Ferdinando di Orio, 63 anni, rettore dell’Università dell’Aquila da due mandati (non potrà ricandidarsi) e che dovrebbe concludere il suo secondo triennio quest’anno.
Con il varo della riforma dello statuto, però, tra gli strali del fronte di contestatori che da un po’ lo ha preso di mira, il rettore, che è stato senatore dei Democratici di sinistra e vice presidente della commissione d’inchiesta sul Sistema sanitario, potrebbe usufruire di un ulteriore anno di carica per completare la stesura e, quindi, ritrovarsi libero da impegni e pronto all’appuntamento elettorale giusto nel 2012.
È chiaro che con la presenza in lizza di veri e propri califfi del centrosinistra, come i già citati Lolli o Pezzopane, una discesa in campo di un altro nome forte come quello di di Orio sotto le insegne dell’Italia dei valori, di cui ha detto di condividerne molti, dovrebbe avvenire con estrema prudenza e dopo aver necessariamente sondato gli umori del Pd, che resta il partito più grande, cercando di trovare un accordo.
Come si vede, scenari ancora molto fluidi, in continua evoluzione, e trattative che diventeranno all’ordine del giorno se Cialente non riuscirà a ritrovare una maggioranza e a ritirare per tempo le dimissioni, dando il via a un’infernale anno di campagna elettorale anticipata, in salsa di ricostruzione. (alb.or.)
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