L’AQUILA – Un “Cerbero” a tre teste. Questo è diventato il Popolo della libertà all’interno del Consiglio comunale dell’Aquila.

In questo momento, infatti, il partito di riferimento del centrodestra è spezzettato in almeno tre gruppi, Forza Italia, Alleanza nazionale e lo stesso Pdl, che però è un gruppo “fantasma” ora, senza contare gli altri monogruppi di centrodestra che potrebbero aderire.

Dopo tre anni in naftalina, i vertici del partito finalmente sembrano essersi accorti di questa situazione imbarazzante e così è arrivato l’input di avviare le trattative per la creazione di un gruppo unico, e di farlo prima della fine della consiliatura, prevista nel 2012.

Una patata bollente che ricade in capo a Enzo Lombardi, oggi iscritto a Forza Italia, ma che è coordinatore comunale pidiellino.

Sarà lui a dover trattare con l’attuale depositario della carica di “capogruppo” del Pdl, Raffaele Tripoli Cavaliere, subentrato a Pierluigi Tancredi dopo le dimissioni di quest’ultimo.

Sulla carta figura molto potente, quella di Cavaliere ora come ora è in concreto depotenziata, perché capogruppo lo è nella forma, ma non nella sostanza, visto che nessuno lo riconosce politicamente come tale.

Lombardi dovrà parlarci e in fretta, convincendolo a fare un passo indietro una volta che saranno confluiti tutti in quel gruppo. “La gente ci prende per matti, spero di fare al più presto perché ho preso l’impegno con il partito di farlo”, dichiara.

Nel frattempo i capigruppo di Fi e An, rispettivamente Franco Mucciante e Vito Colonna, stanno a guardare, disponibili a entrare in un gruppo Pdl “vero”, anche se non sembrano neanche troppo convinti.

LOMBARDI: ”PARLERO’ CON CAVALIERE, DEVE FARE UN PASSO INDIETRO”

“Il gruppo del Pdl che c’è attualmente – spiega Lombardi – non poteva nascere e fa parte di tutto quello spezzettamento del Consiglio comunale che c’è stato. Sto cercando di indurre tutti a interrompere questa situazione creando il gruppo con i nove che hanno dichiarato di volerci stare”.

Dopo tre anni di impasse (il Pdl ha esordito alle Politiche del 2008), era ora. Ma perché tanto ritardo?

 “Il problema – prosegue l’ex sindaco – è stato causato dalla creazione del gruppo del Pdl. Non ci siamo iscritti assieme a Pierluigi Tancredi perché era uscito da Fi e aveva creato questo gruppo in quota Giampiero Catone, sebbene quest’ultimo stesse nella Democrazia cristiana per le autonomie (Dca, ndr) con Gianfranco Rotondi. Quando anche loro sono entrati nel Pdl, si è ritrovato ‘graziato’. Ma ora non può essere la stessa cosa con Cavaliere”.

“Il capogruppo sono io, gli altri devono iscriversi!”, ha però tuonato quest’ultimo pochi giorni fa ad AbruzzoWeb. Lombardi la pensa in modo opposto. “Si esce dall’impasse – sostiene – facendo un discorso più stringente con Cavaliere, e io mi accingo a farlo, affinché sia più ragionevole. Il capogruppo del Pdl, una volta formato il gruppo unico, non può essere lui, ma bisogna sceglierlo, quindi dovrebbe fare un passo indietro. Fino a ora non lo è stato, speriamo che lo diventi, leggi e regolamenti alla mano”.

Anche perché, sempre secondo il coordinatore, a volerla dire tutta quel monogruppo non dovrebbe neanche esistere.

“Quando si è dimesso Tancredi – ricorda Lombardi – quel gruppo del Pdl doveva scomparire, Cavaliere entrava in Forza Italia, sua lista d’elezione. Invece ha fatto la richiesta e, con molta leggerezza, il presidente Carlo Benedetti lo ha ammesso. Se non rientra nei ranghi della legittimità dei comportamenti istituzionali e se Cavaliere insisterà con il suo appoggio, sarà un problema”.

MUCCIANTE (FI): ”LOMBARDI E GIULIANTE VOGLIONO FARE SUBITO IL GRUPPO”

“Non conosco gli ultimi sviluppi perché per motivi personali non ho potuto partecipare alle ultime due riunioni. So che la questione dovrebbe essere affrontata al più presto”.

Possibilista il capogruppo di quella che fu Forza Italia, Franco Mucciante. Ma non pare troppo convinto. “In questo momento – tentenna – sono capogruppo di Fi, quello che succederà poi non lo so dire”.

“Da quelle che sono le intenzioni di Lombardi e di Giuliante, si farà prima delle prossime elezioni”, conclude comunque Mucciante.

COLONNA (AN): ”PREFERIREI ‘MORIRE’ CON AN, MA SE IL PARTITO LO CHIEDE…”

A Vito Colonna, capogruppo di An, il gruppo unico non interessa più di tanto. “Penso sia un falso problema – dice – Non è che in gruppo diverso da quello unito Pdl uno non fa il proprio lavoro”.

“Siamo stati eletti in una lista che comunque era Alleanza nazionale – spiega – e siamo rimasti fedeli a quella. Stiamo lavorando per costituire finalmente questo gruppo, ci sono riunioni in corso, considerando che un gruppo Pdl già c’è, anche se è un monogruppo. Mi trovo in difficoltà pure io a parlarne, comunque ci stiamo riorganizzando”.

Poi la confessione. “Ho già detto ai miei vertici – conclude – che personalmente vorrei ‘morire’ con An. Poi se il partito mi dice facciamo il gruppo, Cavaliere fa un passo indietro e si riesce a trovare un punto d’accordo per me non c’è problema”.

COME SAREBBE IL PDL RIUNITO

Ma chi ci sarebbe nel gruppo unico del Pdl “vero”? Lombardi azzarda nove persone, quota che ne farebbe il gruppo più numeroso di tutto il Consiglio. Questo il conto dei papabili.

Da Forza Italia, Franco Mucciante, Adriano Perrotti e lo stesso Enzo Lombardi. Da Alleanza nazionale, Vito Colonna e Nicola Iovenitti. Ci sono poi monogruppi in attesa di confluire. Dalla Democrazia cristiana per le autonomie, Roberto Tinari. Dai Liberal democratici, Alfonso Tiberi.

Si presuppone che lo stesso Raffaele Tripoli Cavaliere possa essere l’ottavo, mentre il nono potrebbe essere Franco Pistoia, reduce dalla “sbandata” di centrosinistra (è stato eletto tra le fila della Margherita) ma oggi iscritto al gruppo misto e da considerarsi a pieno titolo di centrodestra, per cui ha già fatto l’assessore negli anni di Giunta Tempesta.

Un megagruppo che semplificherebbe molto il quadro degli schieramenti (sparirebbero Fi, An, Dca e Ld, portando il totale da 22 a 18) e che sarebbe numericamente superiore perfino al Pd, partito di riferimento della maggioranza, che oggi ha otto iscritti.

Ma il gruppo unico di centrodestra è ancora molto di là da venire.

MANETTA (GIOVANE ITALIA): ”BENE PROPOSTA LOMBARDI, SEPPUR TARDIVA”

L’AQUILA – “Accogliamo con piacere l’iniziativa di Enzo Lombardi, seppur tardiva, sulla costituzione del gruppo unico del Popolo della libertà nel Consiglio comunale dell’Aquila e, per questo, come più volte sollecitato, anche a mezzo stampa, chiediamo a tutti i consiglieri comunali che si riconoscono nei valori del Pdl di non ostacolare più la creazione del gruppo unico in Comune e di interporre l’interesse di tutti al loro tornaconto personale”.

Lo afferma il coordinatore della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl,  Alessandro Manetta.

 “Se ciò non dovesse accadere – aggiunge Manetta chiediamo al senatore Lombardi di imporre la creazione del gruppo del Popolo della Libertà”.

“Il Pdl non può subire ricatti da figure che perseguono il loro interesse personale e che giocano una ‘partita’ in solitario a danno dell’immagine di tutto il partito – conclude Manetta – e per questo che chiediamo al senatore Lombardi di valutare l’espulsione dal PdL di tutti i consiglieri comunali che non vogliono aderire al gruppo unico”.
 

L’INCHIESTA DI ABRUZZOWEB SUI MONOGRUPPI:

LA CARICA DEI MONOGRUPPI: I VANTAGGI DELLA ”CASTA”

IL CENTROSINISTRA: SOGNI DI UNITA’, MA SI RESTA DIVISI

IL CENTRODESTRA: ASPETTANDO IL PDL CI SONO ANCORA FORZA ITALIA E AN

GLI ALTRI: LISTE CIVICHE, MACERIE DI PARTITI E CAPRICCI PERSONALI