L’AQUILA – “Il progetto dell’interguppo ‘Rivoluzione l’Aquila’ e il rinnovamento anagrafico da parte dei qarantenni del centrodestra aquilano? Sia io che Emanuele Imprudente e siamo giovani e motivati a portarlo avanti”.
Le parole del consigliere comunale aquilano di Prospettiva 2022 Luigi D’Eramo, suonano come una stilettata nei confronti dell’altra opposizione di centrodestra, quella rappresentata dai ”quarantenni”, volutamente non citati, Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia e vice presidente regionale del partito, Alessandro Piccinini, capogruppo del Nuovo centrodestra, e Raffaele Daniele, capogruppo dell’Udc, nonché presidente della quinta Commissione comunale Controllo e garanzia.
E nei confronti dei partiti a cui i tre consiglieri fanno riferimento.
Con i tre, D’Eramo in primavera aveva avviato il progetto di “Rivoluzione L’Aquila”, al fine di svecchiare la classe dirigente del centrodestra nel capoluogo abruzzese.
Poi però decise di passare con l’area che fa riferimento al decano Giorgio De Matteis e al fedele Imprudente, entrambi del gruppo L’Aquila città aperta, di cui fa parte anche Daniele Ferella, della lista civica Tutti per L’Aquila.
E questo perché, ragiona D’Eramo, “il vero freno è rappresentato oltre che dall’anagrafe, anche da un modo vecchio di fare politica, da parte della partitocrazia del centrodestra”.
Il consigliere comunale non lesina a tal proposito critiche in particolare a Forza Italia e Nuovo Centrodestra, i partiti rispettivamente di Liris e Piccinini.
“Sulla questione della Corte d’Appello, che qualcuno vorrebbe scippare al capoluogo per portarla a Pescara, registro che non si sono espressi in merito né Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, né gli onorevoli di Ncd Federica Chiavaroli e Filippo Piccone. Le persone capiscono. E non hanno più l’anello al naso”.
Riferendosi poi alla sintonia politica che negli ultimi tempi si è attivata tra Liris e la vice capogruppo forzista al senato Paola Pelino, D’Eramo osserva polemicamente che “sarebbe ora di dire basta con la politica del tutoraggio, perché quando si arriva a quasi 40 anni bisogna avere il coraggio di camminare da soli”.
E a chi ricorda la sua vicinanza politica a La Destra di Francesco Storace, alleata con Forza Italia ed Ncd alle ultime elezioni regionali ed europee, D’Eramo si affretta a sottolineare che “si è trattato di una fase politica, rispetto alla quale ora bisogna guardare avanti”.
Soprattutto in Consiglio comunale a L’Aquila. (f.t.)





