L’AQUILA – Il primo Consiglio comunale dell’Aquila dell’era di Pierluigi Biondi ha rischiato di non svolgersi.
È quanto apprende AbruzzoWeb da qualificate fonti interne all’amministrazione a margine della seduta, andata invece in scena dopo una nottata insonne di dipendenti e tecnici comunali per disinnescare un fastidioso inconveniente: il blocco totale del sistema informatico che regola, per legge, il funzionamento dell’aula, conteggiando presenze/assenze e i voti sui provvedimenti.
Ieri sera, durante i sopralluoghi alla vigilia dell’esordio del nuovo Consiglio, per verificare appunto sistemi audio e informatici, ci si è resi conto che il “cervellone” era stato resettato e bloccato.
Irrintracciabili coloro che l’hanno gestito negli ultimi 5 anni, sono stati convocati con urgenza alcuni informatici del Servizio elaborazione dati (Sed), la società comunale che si occupa appunto di questi aspetti.
In parte il sistema è stato forzato, in parte, sempre da quanto appreso, c’è voluto anche un colpo di fortuna, “indovinando” letteralmente la password di accesso al software. Alla fine è stato ripristinato.
Un’indagine interna è in corso per individuare le motivazioni e gli eventuali responsabili del blocco che, in caso di mancata risoluzione, avrebbe provocato l’inevitabile rinvio della prima seduta che per termini di legge doveva tenersi al massimo entro il 18 luglio.






