L’AQUILA – “Alleanza per l’Italia non avrà nessun assessore in Giunta. La politica non è divisione di posti”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è irremovibile, nonostante l’aria tesa in maggioranza e l’esplicita richiesta di Api che vorrebbe un rappresentante nell’esecutivo dopo l’uscita dell’ex vice sindaco Roberto Riga, dimissionario dopo essere stato indagato nell’inchiesta su tangenti e appalti “Do ut des” e sostituito da Nicola Trifuoggi.

Nonostante l’ostruzionismo di Api in Consiglio comunale e nei voti in commissione, che è già trapelato e minaccia di crescere, il primo cittadino continua a rimanere sulle sue posizioni: “Trasformare la Giunta in questo momento non mi sembra affatto opportuno – ribadisce categorico – Ora hanno un solo consigliere, Pierluigi Mancini, e la situazione resterà questa”.

Cialente non ha dubbi sul fatto che non si muoverà nulla all’interno dell’esecutivo, posizione rinforzata anche dalle ultime vicende accadute nella seduta della I commissione che lo hanno fatto letteralmente infuriare.

L’opposizione di Mancini ed Ermanno Giorgi, vice presidente del Consiglio comunale, infatti, ha fatto saltare o quantomeno rallentato il piano di rilancio del Centro turistico del Gran Sasso, che prevede un investimento di circa 15 milioni di euro in base al piano industriale approvato dalla Giunta e in attesa del sì in Consiglio.

Da tempo Cialente fa notare, inoltre, come il consigliere di Api Giuseppe Ludovici, ex del centrodestra, voti ormai sistematicamente contro, dopo la mancata nomina dell’altro ex assessore di centrodestra Alfonso Tiberi al vertice dell’ex Onpi, il centro assistenziale per anziani.

“L’Api mi ha trattato malissimo – conclude Cialente – Ludovici è uscito dalla maggioranza per il noto ricatto su Tiberi, ma nonostante questo sono del parere che ci sia posto per tutti per lavorare se lo si vuole. Io sto parlando con tutti, credo che la politica si faccia in altro modo: chi può mette il pezzo migliore che ha, come in una partita di calcio”.