L’AQUILA – La strappo non potrà essere ricucito. Parola del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Il caso politico del momento, il ‘siluramento’ di Pierpaolo Pietrucci, ormai ex capo di gabinetto del primo cittadino, uno dei papabili alla corsa per le prossime regionali, cacciato stamattina da Cialente, non troverà una via che porti alla riconciliazione fra i due.

Cialente non ha perdonato a uno dei suoi più stretti collaboratori targato Partito democratico il non aver rispettato il diktat sulla frequentazione di “certe persone che creano continuamente problemi all’amministrazione con attacchi molto gravi”, con riferimento “a un giornalista locale” che, secondo quanto si è appreso, sarebbe il direttore dell’Editoriale Peppe Vespa.

“In politica la forma è sostanza – spiega Cialente ad AbruzzoWeb – Pietrucci (che aveva parlato di un’incomprensione, sperando in un passo indietro del sindaco, ndr) ha scelto di non rispettare le regole, io ho scelto di non fidarmi più di una persona con cui devo avere rapporti strettissimi. Non ci vedo nulla di strano, tanto è vero che mi hanno dato ragione tutti. Da capo di gabinetto devi attenerti alle regole, se non lo fai sei fuori”.

Dai rumors di giornata sembrava che all’interno del Pd aquilano, dall’ex deputato Giovanni Lolli alla senatrice Stefania Pezzopane, si stesse lavorando a una riappacificazione, ma Cialente smentisce categoricamente qualsiasi tentativo in tal senso.

“La situazione per me è chiarissima, sono molto tranquillo. Pietrucci potrà frequentare chi vuole, ma non più da capo di gabinetto”, il lapidario commento del sindaco. Roberto Santilli

PIETRUCCI: ”COME NELLA MAFIA, ANNIENTATO PERCHE’ SONO SCOMODO”

“Da vecchio studente di giurisprudenza ho imparato dal procuratore generale Nicola Trifuoggi che la mafia si riconosce prima di tutto dai comportamenti, a cominciare dall’annientamento di chi diventa scomodo, che a farlo fuori sia una pallottola di lupara o la macchina del fango”.

Inizia così la lunga e amara riflessione che l’ormai ex capo di gabinetto del Comune dell’Aquila, Pierpaolo Pietrucci, ha affidato a Facebook dopo essere stato silurato dal sindaco, Massimo Cialente.

Alla base della rottura ci sarebbe il mancato rispetto da parte di Pietrucci del diktat sulla frequentazione di un giornalista locale che, secondo quanto si è appreso, sarebbe il direttore dell’Editoriale Peppe Vespa.

A tal proposito Pietrucci scrive: “I giornalisti (categoria alla quale appartengo essendo iscritto all’Ordine) frequentano il Comune e io parlo con loro, come con tutte le altre persone, sia fuori che dentro, cosa che rientra nei doveri del Capo Ufficio di Gabinetto, che costituisce una cerniera tra il vertice politico e l’apparato amministrativo da una parte e quelli che sono i naturali interlocutori della pubblica amministrazione”.

“Inoltre – scrive ancora su Facebook – quello che esce sui giornali il giorno dopo non lo sappiamo e quindi io dovrei togliere preventivamente il saluto a tutti i giornalisti, nell’ eventualità o nel dubbio che l’indomani le testate su cui scrivono possano condurre attacchi contro l’amministrazione. Appartengo ad un’area e ad un partito politico la cui storia è fatta di donne e uomini che hanno dato la vita per difendere la libertà e in primis la libertà d’informazione, anche quando andava contro i propri interessi”.

Per l’ex capo di gabinetto “l’esiguità della motivazione rispetto alla enormità delle conseguenze e a fronte di anni in cui mi sono sudato una fiducia che Massimo Cialente ha avuto mille modi per verificare, anche rispetto a questioni delicate e complesse, mi portano a pensare che talvolta, quando i giovani smettono di fare numero e rivendicano il diritto di parola e anche di dissenso, contro i poteri forti, diventano scomodi e vittime del ‘tiro al piccione’. Purtroppo devo constatare come anche all’Aquila si ricorra a prove di forza, come quelle che si sono viste ad altri livelli, in tempi bui, per il paese, nel timore scomposto di un rinnovamento della politica che si vuole soltanto a parole”.

“La storia dirà chi ha regione sperando che le ragioni, come purtroppo è accaduto in passato, non vengano comprese troppo tardi. Da domani per me inizia un nuovo percorso, sempre a servizio degli aquilani, gli unici dei quali mi sento dipendente. Resta l’amarezza di continuare a pensare di aver pagato piú per le mie idee e per ciò che ho avuto il coraggio di affermare, che non per la mia condotta”. (e.m.)