L’AQUILA – Amministrazione comunale dell’Aquila con il fiato sospeso per la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso del centrosinistra sull’esito delle elezioni del giugno 2017.

I giudici amministrativi, oggi a Roma, hanno chiamato la causa e le parti hanno deciso di non discutere, quindi si sono ritirati e si è ora in attesa del verdetto, che potrebbe arrivare nelle prossime ore così come nel giro di giorni.

Il Tar, nel luglio scorso, ha già dichiarato inammissibile il ricorso con il quale alcuni candidati avevano chiesto e ottenuto il riconteggio delle schede di alcune sezioni elettorali, con l’obiettivo di far recuperare alla coalizione sconfitta 41 voti che le sarebbero mancati per raggiungere al primo turno l’agognato 50 per cento più uno, potendo quindi, a quel punto, rivendicare la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.

Qualora i giudici amministrativi avessero accolto l’istanza dei ricorrenti, il sindaco Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, da un anno e mezzo alla guida della città, si sarebbe ritrovato senza i numeri sufficienti per amministrare: il cosiddetto caso dell’anatra zoppa.

Il ricorso è stato curato dagli avvocati Claudio Verini, Maurizio Capri e, in ultimo, da Alfonso Celotto, mentre a difendere il centrodestra sono stati gli avvocati Raffaele Daniele, consigliere comunale dell’Udc e Roberto Colagrande.

Il ricorso del centrosinistra era stato sottoscritto, oltre che dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio Americo Di Benedetto, da Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico, Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli, Antonio Nardantonio e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.

A rientrare in Consiglio nel caso in cui l’avessero spuntata i ricorrenti sarebbero stati Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni della Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle che però non hanno sottoscritto il ricorso. (m.sig.)