L’AQUILA – “Caro Matteo, hai mandato il Natale di traverso a milioni di italiani con il nuovo codice della strada, che revoca la patente per un paio di bicchieri di vino ad un pensionato che vive in montagna dalla nascita e magari è tornato a casa senza causare mai incidenti. In montagna per iniziare le giornate specialmente sotto la neve, la prima colazione inizia con un paio bicchieri di vino e due salsicce alla brace, è parte della nostra cultura contadina. Le auguriamo buone feste senza esagerare con il vino, se non ha l’autista”.
E’ un passaggio della lettera aperta a Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, da parte dell’allevatore e agricoltore di Ofena, in provincia dell’Aquila, Dino Rossi, dell’associazione Cospa, che tiene a definirsi “non un travestito di destra come questo governo, ma un purosangue”.
“Il popolo italiano è stufo di vedersi vessati da nuove leggi fatte a tavolino senza tenere conto della realtà dei fatti, visto che questo codice è più favore delle compagnie assicurative e non va assolutamente a tutela degli utenti della strada – scrive Rossi -. Le compagnie assicurative sono contente di incassare con meno incidenti e se fai un piccolo tamponamento con un danno di pochi euro la polizza assicurativa raddoppia e nessuno dice nulla. Le nostre strade, fatte dal Duce, in particolare quelle statali, sono rimaste tal quale, senza alcune modifiche per i mezzi di oggi. Basta fare un giro in montagna per trovare strade dissestate con frane, buche, segnaletiche tra i cespugli, se si dovessero incrociare due tir o semplicemente una macchina ed un furgone, allora bisogna fare la conta a chi passa prima. Se non crede a quello che scrivo, La invito a fare una gita per le strade di montagna in mia compagnia e si renderà conto che solo da bevuti si possono percorrere certe strade. Dopo un paio di chilometri getterà le basi per riscrivere il codice. Mi meraviglia che il suo pupillo onorevole Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura, non le abbia segnalato la complessità delle strade di montagna, visto che abita in Abruzzo”.
E aggiunge: “una regione l’Abruzzo come tutta l’Italia ha una viabilità montana tenuta in maniera disastrosa, visto che la nostra Italia è estremamente montuosa. Anche la pianura padana non è messa molto bene, le strade che la attraversano, causa molti morti, non per un bicchiere di lambrusco, ma per le strade molto strette costeggiate da canali senza protezione. Insomma per guidare in Italia bisogna essere degli autisti di formula uno.
Prosegue dunque Rossi: “adesso arriva il nuovo codice della strada che ti revoca la patente per un paio di bicchieri di vino ad un pensionato che vive in montagna dalla nascita e magari è tornato a casa senza causare mai incidenti. In montagna per iniziare le giornate specialmente sotto la neve, la prima colazione inizia con un paio bicchieri di vino e due salsicce alla brace, è parte della nostra cultura contadina. Ma non finisce qui! Le persone anziane che vivono nei paesi di montagna, senza patente hanno finito di vivere e con loro i numerosi piccoli centri, in quanto sono costretti a prendere la macchina per andare a fare la spesa, perché non ci sono mezzi pubblici. Bene la restrizione sui monopattini, ma ci verrebbe anche una restrizione alle bici che si raggruppano nelle strade montane creando un vero pericolo per loro e per gli altri. Sperando in una revisione del codice. Le auguriamo buone feste senza esagerare con il vino se non ha l’autista.





