COCULLO – Da questa mattina fino a domani pomeriggio scatta il “conclave” presso la sede dell’associazione culturale di Cocullo (L’Aquila) con l’obiettivo di coordinare e organizzare la candidatura del culto di San Domenico e del rito dei serpari a patrimonio culturale dell’Unesco.
Work in progress, dunque, per questa idea ambiziosa nata lo scorso maggio.
In occasione del convegno interverranno antropologi culturali, le proloco di tutti i paesi impegnati nel culto di San Domenico, e i rispettivi parroci.
Per ora si tratta ancora di un percorso di avvicinamento che consiste nel lavoro di raccolta di materiali e documenti.
Per fare questo è stato chiesto l’aiuto del vice presidente del parlamento europeo Gianni Pittella, “un amico di sempre di Cocullo”, come afferma ad AbruzzoWeb il sindaco del paese Nicola Risio.
“Farò ogni cosa – ha affermato Pittella in passato – perché Cocullo possa coronare la sua aspirazione al riconoscimento da parte dell’Unesco. Mettetemi in condizione di farlo, dandomi tutte le informazioni e i documenti necessari”.
Da tempo, ogni primo giovedì di maggio, a mezzogiorno in punto, si ripete una tradizione il cui significato va ben oltre la semplice apparenza.
Il culto di San Domenico con il rito dei serpari esprime l’incontro tra l’eterna opposizione tra il mondo naturale con tutte le sue insidie e il mondo umano costretto a difendersi per sopravvivere.
L’uomo tentato dal simbolo del male per eccellenza, il serpente, il tentatore.
“L’antropologo Alfonso Maria Di Nola ha sdoganato il rito dei serpari, il culto e il rito non sono primitivi bensì hanno un’importanza valoriale universale – spiega l’assessore alla Cultura Loreta Risio – Si tratta di una pacificazione dell’uomo con la natura”.
Da sempre questa tradizione abbraccia una vasta simbologia universale e permette di gestire il male morale, dove il serpente rappresenta la tentazione del male.
La festa, profondamente religiosa, è accompagnata da un’esposizione di varie razze di serpenti, che i serpari sono riusciti a catturare nei giorni precedenti la festa.
Al fine di tutelare gli animali in questione, il Comune di Cocullo ha messo in piedi un progetto di tutela delle specie presenti nel territorio cocullese.
Le serpi catturate vengono sottoposte ad attenti studi, censimenti e controlli veterinari per poi essere rilasciate a rito concluso.
In questo momento di festa si cercano di esorcizzare le avversioni nei confronti di questi rettili, allontanati loro malgrado, a tal punto da convincere qualche individuo ancora restio a toccare lo strano animale, quasi per soddisfare il bisogno di un contatto profondo con il mondo oscuro che questi animali rappresentano ed affrontare le proprie paure.
Coronare il sogno dell’Unesco, non significherebbe solo collezionare una targa prestigiosa di cui vantarsi, bensì vorrebbe dire aumentare la propria visibilità all’estero, garantirsi la continuità della tradizione e questo è quello a cui aspirano il Comune, la proloco e i cittadini tutti.






