L’AQUILA – “Uno fa lo spogliarellista e non vuole essere chiamato pornodivo… mi sembra una finezza! È come se io mi offendessi perché mi chiamano storico dell’arte invece che critico d’arte! E poi l’ho chiamato ‘pornodivo’, mica maiale…”.
Vittorio Sgarbi non usa mezzi termini nel replicare alla notizia della querela per diffamazione annunciata da Simone Coccia Colaiuta, il compagno della senatrice Stefania Pezzopane, che dice di essersi sentito offeso dall’appellativo che il critico d’arte gli ha rivolto nel corso della presentazione del libro su Saturnino Gatti avvenuta sabato scorso all’Auditorium del Parco, all’Aquila.
La frase incriminata, riportata in una nota di Coccia Colaiuta, è la seguente: “Ricordo di essere venuto all’Aquila e di aver incontrato il sindaco della città, l’onorevole Massimo Cialente, e la senatrice Stefania Pezzopane, quella che adesso sta con il noto porno star”.
“Ma perché, che mestiere fa?” chiede Sgarbi all’inizio della telefonata di Abruzzoweb. “Io proprio non sapevo cosa facesse, la mia era una definizione non un’offesa. Anche perché non c’è nulla di offensivo in questo mestiere: sono amico di Vittoria Risi e Franco Trentalance (due noti pornodivi, ndr). È un lavoro come un altro”.
Comunque Sgarbi dice di prendere atto della querela, “sarà la numero 450 per me, una in più una in meno…” e aggiunge: “Se lui si è sentito offeso me ne scuso. Se questo non basta, ci penserà il mio avvocato. Non credo comunque che sia materia penale, se non nel senso che riguarda il ‘pene’. Credo che qualsiasi giudice tenderà ad archiviare”.






