PESCARA – A Teramo, L’Aquila e Pescara crolla la qualità della vita. A dirlo è la ricorca del quotidiano economico Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma, che per le 110 province italiane hanno “pesato” le dimensioni di affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, a loro volta articolate in 21 sottodimensioni e un elevato numero di indicatori di base, 84.

Lo studio completo e dettagliato sarà pubblicato domani.

Emerge intanto dalle informazioni fornite in anteprima che intesta alla classifica ci sono tre province del nord: Mantova, Trento e Belluno, Ultime tre province del sud: Napoli, Siracusa e Crotone.

Le province abruzzesi sono tutte in media bassa classifica.

A fare meglio è Chieti al 60° posto, recuperando 15 posizioni rispetto al 2015. Al 68° posto Teramo, che perde 16 posizioni. Ancora più in fondo L’Aquila, all’85° posto, nel 2015 era al 71°.

Ultima tra le abruzzesi Pescara, al 99° posto, e che perde ben 99° posizioni.

In generale, resta ampia la frattura tra Nord e Sud del Paese, anzi, si è andato disperdendo quello zoccolo duro di province meridionali dove tutto sommato si trovavano eccellenze rispetto alla media dell’area.

Un peggioramento si registra poi in tutte le metropoli con popolazione superiore a un milione di abitanti, in particolare per la diminuzione del tenore di vita, che nelle ultime due edizioni ha invertito la tendenza osservata nei tre anni precedenti, e la scarsa qualità ambientale (che in tutte non migliora né peggiora). L’unica eccezione è Torino, che nella classifica generale scala 6 posizioni e si attesta al 70° posto. Milano invece conferma la battuta di arresto già osservata lo scorso anno, arretra di 7 posizioni e annulla i miglioramenti conseguiti tra il 2010 e il 2014, piazzandosi al 56° posto. Napoli è stabile su posizioni di coda, cede 5 posizioni e passa dal 103° al 108° posto.