AVEZZANO – “Il civismo di Di Pangrazio è la morte della politica, che apre le porte al clientelismo, che non ha avuto una visione in questi anni. La nostra è invece una proposta antisistema, di rottura, post-ideologica che vuole costruire il futuro di del territorio, a partire dalla sua vera identità e dalle sue risorse”.
Nell’intervista ad Abruzzoweb, espone le sue idee Gianluca Ranieri, 50enne ex consigliere regionale del Movimento 5 stelle, funzionario del Centro per impiego, candidato sindaco alle elezioni comunali di Avezzano del 24 e 25 maggio, per le liste Italia sovrana popolare e Avezzano popolare.
“Noi siamo un una coalizione antisistema e post ideologica – ribadisce Ranieri -, la nostra proposta di fondo è quella di ripartire dalla identità culturale cittadina, dalle nostre tantissime risorse. Ad esempio quelle storiche e culturali, basti citare i cunicoli di Claudio, opera idraulica mastodontica, tra le più grandi dell’antichità a cui hanno lavorato, sottoterra, 30mila persone, abbiamo quattro castelli solo ad Avezzano, che non sono mai stati davvero valorizzati, aree archeologiche testimoni della civiltà romana, la grotta di Ciccio Felice, abitata dal 3.600 avanti Cristo. Tesori su cui costruire una economia radicata sulla nostro territorio, sulla nostra identità”.
Allargando lo sguardo, “l’agricoltura deve essere sviluppata con aziende di filiera che trasformino i prodotti della terra, secondo un modello di economia circolare che alla terra ritorni, ad esempio prodotti compostabili, con cicli integrati aziendali”.
Alla domanda “cosa non condivide dell’amministrazione uscente?” Ranieri non ha dubbi: “la mancanza di visione, nel medio e lungo periodo, si è accontentata della mera gestire l’esistente, per noi invece occorre lavorare per il futuro per creare opportunità, benessere, una economia solida”. Per poi incalzare: “il civismo di Di Pangrazio è la morte della politica, le sue liste non hanno una vera identità politica, che solo un partito strutturato può garantire. Gli eletti diventano eletti di nessuno, o meglio soltanto di se stessi, con cui poi bisogna andare a ricontrattare di volta in volta quello che sarà il programma politico. Il civismo fatto in questo modo apre poi fatalmente la porta al clientelismo”.
Ranieri spiega poi le ragioni che l’hanno portato a dire addio al Movimento 5 stelle, per aderire a Democrazia sovrana popolare fondata dall’ex parlamentare dei Comunisti italiani Marco Rizzo.
“Il Movimento 5 stelle è stato il mio primo grande amore politico, perché io sono sempre stato per la rivoluzione culturale, per il cambiamento reale, ma poi questa spinta si è persa. Democrazia sovrana popolare è invece l’unico partito effettivamente antisistema, post ideologico quindi non costringe a schierarci a destra o a sinistra. Io credo che sia fondamentale per un sano processo democratico, poter dire le cose che altri non vogliono o non hanno il coraggio di dire”.





