L’AQUILA – Con un articolo pubblicato da Sport Week, settimanale della Gazzetta dello Sport, del 16 luglio 2011, Giovanni Storti del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, mette in discussione la vittoria di Alessandro Colò alla Race Across America 2011.

Accompagnato all’ultra maratona ciclistica più famosa del mondo da un team per metà aquilano, il cinquantenne romano Colò, che ha partecipato alla gara individuale categoria over 50, si è classificato primo di categoria e quinto generale; la difficile competizione è stata conclusa in 9 giorni, 11 ore e 3 minuti. 

L’attore comico Giovanni ha assistito alla gara sul camper dell’italiano Nico Valsesia, altro concorrente della Raam 2011, e in un’intervista per il periodico della rosea ha puntato il dito sulle presunte irregolarità di Colò.

“Erano tutti fortissimi – si legge su Sport Week – tranne quelli che io ho ribattezzato i ‘gemelli Colò’. In realtà era un concorrente solo, tale Alessandro Colò, che in gara ha barato. Quando scopro che ci precedeva in classifica senza averci mai superati, comincio a cercarlo con l’auto finché una notte non lo affianco”.

“ ‘Vai Alessandro!’ – prosegue Giovanni nel racconto – in fondo è pur sempre un italiano, penso. Lui si copre il viso con la mano. Mi sposto sull’altra corsia e lui si copre ancora. In pratica: Colò dormiva sul camper mentre altri pedalavano a turno per lui. Da qui il soprannome di ‘gemelli Colò’. I giudici cui ho denunciato la ‘pastetta’ gli hanno una semplice ammonizione”.

Nonostante le accuse è tranquillo l’aquilano Fabrizio Dell’Isola, addetto al cambio alla guida e allo studio della strategia del percorso di Colò, contattato telefonicamente da AbruzzoWeb, che precisa.

“Alessandro – ha affermato – si è meritato un risultato come questo. L’articolo su Sport Week è stato un fulmine a ciel sereno perché sembrava tutto risolto. La cosa è nata e doveva morire in Ameria, invece se ne continua a parlare in Italia”.

“Il tutto – ha spiegato – è nato per una caduta di Alessandro a pochi giorni dall’arrivo dalla parte di Athens. L’incidente è stato risolto dopo poche miglia e anche i direttori di gara e altri team hanno testimoniato la nostra regolarità di gara, così le accuse sono cadute. Ovviamente quando c’è un incidente il meccanico deve sistemare il mezzo e il nostro Francesco Museo stava provando la bici”.

“C’è stata anche una querela, poi ritirata da Alessandro – ha concluso – per una ricostruzione lontana dai fatti con un video su YouTube, che poi è stato oscurato. Non si tratta di un caso antisportivo . Se n’è parlato anche su Radio Deejay e Alessandro ha risposto sul Tg Lazio”.