L’AQUILA – “Che ci sia un infiltrato dei casalesi tra chi lavora su 2 mila cantieri di ricostruzione mi sembra normale, è un fatto di statistiche. Qualcun altro sarà omosessuale, qualcun altro tabagista, ci sono gli alti, i bassi, i magri, i grassi, perciò andiamoci piano con le etichette”.

È di difesa la reazione del sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, alla notizia dell’arresto dell’imprenditore casertano ritenuto dagli investigatori della direzione distrettuale antimafia di Napoli vicino all’ex boss Michele Zagaria e che, è emerso dalla carte processuali anche di inchieste precedenti, aveva intenzione di accaparrarsi lavori nel post-sisma aquilano.

“Ho letto subito di collegamenti tra i casalesi e la ricostruzione dell’Aquila, ma io questo Raffaele Cilindro non so chi sia e che lavori faccia o abbia fatto qui, perciò invito alla prudenza. Chiunque venga all’Aquila e finisce arrestato viene collegato subito alla ricostruzione, in Emilia ci sono stati 160 arresti e nessuno ha detto nulla. Sembra che siamo diventati peggio dell’Expo, non scherziamo”.

Premesso questo, secondo il primo cittadino “ci sono comunque molte zone d’ombra, ecco perché puntiamo alla nuova legge per moralizzare la ricostruzione privata. Ci sono associazioni di categoria che resistono, ma è anche interesse loro”. (alb.or.)