L’AQUILA – “La ricostruzione dell’Aquila è ufficialmente ferma”.

Alza le braccia il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, sui 205 milioni di euro già destinata al capoluogo, già impegnati in vari lavori del “decimo elenco” eppure ancora assenti dai conti correnti dedicati, annunciando che “sono dispersi, fermi sul tavolo di un dirigente del ministero dell’Economia di cui non voglio fare il nome”.

“Domani ci sarà un vertice interno loro al quale parteciperà anche il sottosegretario Paola De Micheli (che ha la delega alla Ricostruzione, ndr), se non si sblocca lì non so più a chi appellarmi, ma mi riservo di comunicarlo alla Corte dei conti, qui c’è un grave danno erariale. Quel dirigente parla di ‘problemi tecnici’ nel girare le somme, ma noi quei fondi li aspettiamo da agosto”.

Intanto questa mattina Cialente ha firmato il decreto di nomina di Raniero Fabrizi come nuovo titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), che va perfezionato con l’accettazione del nominato prima di chiudere la fase della vacatio, che dura da ottobre 2014 e ha visto anche la nomina di un titolare ad interim, Carlo Pirozzolo, segretario generale del Comune, dal 20 novembre 2014.

La stasi dei fondi sta causando problemi a non finire, specialmente tra le persone, alle quali da istituzioni e media è stato fatto passare il messaggio che “i soldi ci sono”, frase in realtà vera, perché sono stati stanziati. Ciò che manca, ormai un tormentone, è la “cassa”, la presenza fisica dei fondi sul conto: un dettaglio, eppure gigantesco, che stride con gli improperi alla “fuori i gufi” di Stefania Pezzopane rivolte a chi denunciava che i soldi non sarebbero mai stati stanziati, cosa invece avvenuta.

“Ci sono problemi seri di danno erariale, alcuni cittadini hanno stipulato un preliminare per l’acquisto di abitazione sostitutiva e ora hanno perso la caparra e chiederanno danni al Comune – fa notare Cialente – Inoltre il temporeggiamento sta sconvolgendo l’assetto e le prospettive delle imprese aquilane e alterando il mercato della concorrenza, certe violazioni secondo me riguardano anche il decreto anti-corruzione”.

“Compreso in questi fondi c’è anche il pagamento del contributo di autonoma sistemazione che, ormai, non arriva da mesi e mesi, e per due volte abbiamo anticipato i soldi – aggiunge ancora – Abbiamo perso due mesi di cantieri, sono due mesi in più di assistenza alla popolazione. Noi andiamo sotto processo e nessun altro ne risponde, è il segno di un Paese impazzito”.