L’AQUILA – “Ho un bellissimo ricordo della giornata in cui ho incontrato il Papa, e credo che il suo gesto sia un atto di grande forza e responsabilità. Si è rivelato essere un grande uomo”.

Inizia così il racconto di Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, che, dopo essere venuto a conoscenza delle dimissioni Papa Benedetto XVI, effettive dal 28 febbraio, ad AbruzzoWeb ricorda il loro incontro nella visita al capoluogo abruzzese il 28 aprile 2009, subito dopo il sisma che ha distrutto la città, insieme alla basilica di Collemaggio, in cui è rimasta clamorosamente intatta la teca con la reliquia di Celestino V.

“In occasione della visita, la settimana precendente il Vaticano mi contattò per chiedermi di mandare il discorso che avrei fatto alla presenza del Papa – racconta Cialente – Io preparai il mio intervento e lo mandai”.

“Successivamente, una mattina mi arrivò una telefonata che mi avvisava che avrei dovuto accorciare il mio discorso perché Ratzinger aveva da fare una tappa ulteriore e quindi avevo meno tempo a disposizione, quattro minuti anziché otto. Quindi andai a braccio” spiega il sindaco dell’Aquila.

“Mi ricordo che lui era di fronte a me e mi fissava coi suoi occhi e quando ci incontrammo, mi abbracciò – continua – E una cosa che mi è rimasta molto impressa, fu che io gli misi la mano sulla spalla, istintivamente feci questo gesto forse un po’ troppo confidenziale. Gli dissi che mi sarebbe piaciuto se fosse stato presente a una Perdonanza e lui mi rispose: ‘se siamo ancora qui’, ma non so se lui avesse già preso in considerazione la possibilità di lasciare il soglio pontificio”.

“Quel giorno non ero emozionato perché dopo il terremoto non ho ceduto più all’emozione, anche se reputo un gesto molto importante il suo aver lasciato la stola sulla teca di Celestino, è stato un atto di grande riconoscenza a noi e alla nostra città”, conclude.