L’AQUILA – Ha cambiato idea, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: resteranno in carica fino alle elezioni regionali i suoi assessori che dovessero essere candidati nelle liste del Partito democratico, di altri partiti o in quelle civiche.

Intanto slitta a lunedì prossimo il vertice decisivo del direttivo provinciale che dovrebbe decidere sull’organizzazione delle primarie per la scelta del candidato consigliere aquilano.

“Non ho mai preteso le dimissioni”, assicura il primo cittadino ad AbruzzoWeb, ma da quanto appreso da fonti vicine all’amministrazione comunale, nelle scorse settimane, nei giorni immediati del dopo-crisi e di rientro dalle sue dimissioni, era di parere esattamente opposto.

“Non intendo procedere a un rimpasto e sostituire gli assessori che dovessero candidarsi – spiega Cialente – vuol dire che nello stesso tempo faranno la campagna elettorale e lavoreranno per la città, che poi è il modo migliore di proporsi”.

Per il sindaco, “quello di assessore è come un altro lavoro, anche se più pesante. Chi lavora in banca e si candida non mi pare che si dimetta o vada in aspettativa solo per fare la campagna elettorale!”.

“Un conto sono le ineleggibilità formali (quelle della cosiddetta legge antisindaci, ndr) – distingue – ma sul piano politico per me non c’è problema: resteranno nella mia squadra fino al giorno dopo le elezioni e se saranno eletti augurerò loro buon lavoro”.

Un piccio in meno per il sindaco, che non dovrà sostituire quelli che tra Alfredo Moroni e Pietro Di Stefano per il Pd, ma anche Betty Leone (Sel) e Fabio Pelini (Prc) dovessero essere candidati. “In effetti penso che mi si svuoterebbe mezza Giunta”, ammette.

PRIMARIE CONSIGLIERI, SLITTA IL VERTICE DECISIVO

A proposito dei ‘troppi galli’ in casa democrat, Cialente è un acceso sostenitore delle primarie, che invece vengono osteggiate dal partito regionale, che non vorrebbe pre-consultazioni alla vigilia di elezioni, quelle regionali, che non hanno liste bloccate come le Politiche, ma prevedono la possibilità di esprimere preferenze.

“Per me le primarie sono l’unica soluzione possibile – sbotta il sindaco – Ricordo che in questo partito il segretario nazionale viene eletto dal popolo italiano e non dagli iscritti, significa che nei passaggi difficili bisogna appellarsi ai cittadini”.

“Quella dei candidati consiglieri dell’Aquila città è una scelta decisiva, perciò ci facciamo aiutare”, conclude Cialente.

Ma sul tema si continua a registrare l’ostruzionismo del resto del Pd che non è aquilano: all’ultima direzione regionale di lunedì la scelta sulle primarie è stata vagamente osteggiata, ma demandata ai voleri del direttivo provinciale con un unico paletto.

Se primarie per i consiglieri saranno, non dovranno tenersi il 9 marzo, in contemporanea a quelle che, nei piani democrat, dovranno incoronare Luciano D’Alfonso come candidato alla presidenza.

Gli aquilani hanno chiesto una riunione del provinciale urgente, questo venerdì, ma ci sono forti possibilità che slitti almeno a lunedì prossimo: un ritardo che nel capoluogo viene visto come una “melina” che nasconde la volontà di far saltare il banco.