L’AQUILA – “Ho trovato il presidente del Consiglio, Mario Monti, molto attento alla realtà aquilana, per cui ha espresso parole di simpatia e solidarietà”.

Lo dice ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, all’indomani dell’incontro avuto con il premier al quale erano presenti il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il vice Antonio Cicchetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, il vice ministro all’Economia Vittorio Grilli e il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli.

Un ottimismo non condiviso dall’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante, per il quale, invece, il vertice di Roma è stata “una mazzata senza precedenti”.

Secondo l’assessore, “a fronte di una debàcle senza precedenti, in evidente stato confusionale Cialente ha dichiarato che tutto è andato bene perché ha ottenuto l’istituzione di un tavolo per discutere delle vicende del terremoto”.

CIALENTE: ”MONTI DISPONIBILE E ATTENTO”

“Monti si è detto interessato a risolvere i nostri problemi – ha aggiunto il primo cittadino – mentre quello che ho rilevato negativamente è il fatto che il resto del governo non conosce nulla della situazione drammatica dell’Aquila e del ‘cratere'”.

“In questo c’è continuità con il precedente esecutivo – ha sottolineato Cialente – nel quale solo l’ex premier Silvio Berlusconi, Gianni Letta e, per le materie di sua competenza, Maria Stella Gelmini, avevano contezza di quanto stesse succedendo”.

Cialente è, poi, polemico con Chiodi: “ha affermato che sono stato pungolato da Monti sui piani di ricostruzione, cosa assolutamente falsa: è una vicenda che ha del pazzesco”.

“Piuttosto il presidente del Consiglio – ha precisato – ha chiesto di conoscere i motivi dei ritardi nella ricostruzione, un ambito di responsabilità che riguarda il commissario, non me”.

Su chi potrebbe rivestire il ruolo di “nuovo Letta”, cioè quello di ufficiale di collegamento tra il territorio colpito dal sisma e il governo, il sindaco ritiene che “ci sarà, probabilmente sarà individuato in Catricalà”.

In un comunicato Cialente ha spiegato che “abbiamo ottenuto la proroga di tutti i contratti di lavoro e la copertura delle spese dell’emergenza per tre mesi. Il presidente Monti firmerà l’ordinanza con la relativa previsione finanziaria”.

“Nel frattempo è stato stabilito, su mia proposta, di istituire un tavolo di lavoro a Roma – ha proseguito – per quantificare le spese dell’emergenza e della ricostruzione e per programmare le risorse economiche da stanziare per il 2012. Il governo non discute che siamo ancora in fase di emergenza e soprattutto che le spese comprimibili non sono quelle dei lavoratori”.

“Una proroga questa – secondo il primo cittadino – che salva i contratti per i precari e le altre spese per l’emergenza. Emergenza questa che va superata rivedendo la macchina burocratica e accelerando la ricostruzione”.

“Più saranno gli aquilani che rientreranno a casa, più sarà facile gestire la fase dell’emergenza – ha spiegato Cialente – Ci saranno infatti, meno spese e filiera (Fintecna, Reluis, Cineas e Comune) più svelta, perché finora s’è perso tempo”.

“Voglio specificare che il governo non ha messo in discussione il nostro report – ha commentato il sindaco – Il problema è che il governo vuole capire come sia possibile che in tre anni, con tutto quello che si è fatto, c’è ancora gente negli alberghi. Da ieri, per noi, emerge un’occasione e la voglio utilizzare. Il governo non vuole risparmiare sui precari che devono star tranquilli”.

“Propongo di fare una riunione per parlare dell’ ordinanza sui centri storici e per capire come poter accelerare la filiera. Un tavolo quindi, non più di comprensione, ma nel quale ognuno di noi sarà chiamato ad una diversa responsabilità. Un tavolo che non deve essere una sfida ma un’occasione”, ha concluso nella nota. (pi.bi.)

GIULIANTE: ”MAZZATA SENZA PRECEDENTI”

“Una mazzata senza precedenti”.

Questo il commento lapidario dell’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante sulla missione a Roma del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi e del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con il premier, Mario Monti.

Giuliante ravvisa, però, una differenza di reazioni. “Se da un lato il commissario Chiodi ha tenuto un atteggiamento prudente, definendo ‘interlocutorio’ il vertice con il presidente del Consiglio – sottolinea – Cialente ha senza mezzi termini affermato di essere soddisfatto”.

“Per cosa? – si chiede Giuliante – Dopo la bocciatura dello schema di ordinanza avvenuta nelle scorse settimane dal Mef (ministero dell’Economia, ndr) e dal Consiglio dei ministri, ieri a Roma si sperava di ottenere i fondi necessari per affrontare le spese per l’emergenza, proroga dei contratti dei precari e pagamento degli affitti. In cassa c’erano 30 milioni e con 30 milioni sono tornati. Come fa il sindaco a dirsi soddisfatto?”.

Secondo l’assessore, “a fronte di una debàcle senza precedenti, in evidente stato confusionale Cialente ha dichiarato che tutto è andato bene perché ha ottenuto l’istituzione di un tavolo per discutere delle vicende del terremoto”.

Giuliante propone una rivisitazione dell’intero sistema della governance della ricostruzione, superare quella che ha definito “Emergenza ‘spreco’”, ridefinire contratti di consulenza e di servizio stipulati nell’immediato post-sisma e rimasti immutati a oltre due anni e mezzo.

“Si continua a non affrontare – ha accusato – la dispersione in mille rivoli del denaro pubblico, non si affronta il problema della duplicazione delle strutture, del costo dei contratti di servizi, del necessario ridimensionamento delle funzioni di cui è composta la Sge”.

Ancora, per Giuliante “bisogna porre a un freno alle consulenze messe in piedi tanto dalla struttura commissariale quanto dal Comune. Sono ancora attuali – ha aggiunto – contratti di servizio che costano tanti soldi con strutture come Adsu o Formez che non hanno a che fare con l’emergenza”.

“Bisognerebbe effettuare – ha sostenuto ancora – bandi pubblici che permetterebbero un risparmio a fronte dei costi spropositati che ancora paghiamo. Anche il contratto con l’Esercito, per esempio, andrebbe rivisto”.

Il rischio, secondo l’assessore, è che “a farne le spese siano i lavoratori precari, anello debole del sistema”. (g.a.)