L’AQUILA – “Mi ero limitato a raccontare i fatti, i giudici oggi mi hanno dato ragione”.
È soddisfatto Giuseppe Caporale, giornalista della Repubblica, per l’archiviazione di oggi decisa dalla procura dell’Aquila sull’inchiesta nata dalla denuncia firmata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in seguito a un articolo pubblicato sul quotidiano due anni e mezzo fa sul soggiorno in un resort della famiglia del primo cittadino durante l’emergenza terremoto.
“Mi sento sollevato – dice Caporale ad AbruzzoWeb – perché noi giornalisti siamo bersaglio di denuce e querele, ma l’archiviazione di oggi è la dimostrazione che la realtà dei fatti è diversa. Ho raccontato la verità e lo dice anche il giudice. Questo è anche un modo per far capire all’opinione pubblica che i giornalisti non scrivono il falso, ma si limitano a fare cronaca”.
“Non siamo di fronte a un fatto politico – aggiunge l’autore del libro sul sisma Il buco nero – ma di libertà di stampa. Quella di oggi è quasi una sentenza, insomma”.
Caporale è spesso in città, ormai ha un forte legame con il capoluogo terremotato per cui non ha mai smesso di scrivere dal 6 aprile del 2009.
“Noto con enorme dispiacere – è il pensiero del giornalista – che ci si sta rassegnando alla stagnazione. Le prossime elezioni amministrative saranno un momento importante che magari confermeranno il contrario, ma, onestamente, non vedo una programmazione seria, né una comunità d’intenti. Cialente? Un buon sindaco, nonostante tutto. Le grandi difficoltà che vive L’Aquila non sono imputabili a lui, non tutte. Ha saputo anche difendere la città nei momenti peggiori, come dall’assalto dei grandi gruppi imprenditoriali, ma credo che ci sia bisogno di aria nuova”.
Anche sul confronto tra le forze politiche abruzzesi e il governo di Mario Monti sulla questione aquilana, Caporale ha le idee chiare.
“Il governo Monti è un esecutivo di persone serie – è il giudizio – che sono belle e brutte a seconda dei casi, cioè se fa o meno quello che vuoi tu. Ma le persone serie sono indispensabili”.



