CHIETI – “Appoggio il gesto della riconsegna della fascia, ma non quello della rimozione dei tricolori dagli uffici pubblici”.
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, appoggia solo a metà il ‘collega’ primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, nella sua scelta di una protesta dura nei confronti di uno stato che ha “abbandonato L’Aquila al suo destino negli ultimi mesi”, come ha dichiarato l’altro ieri in una conferenza stampa convocata d’urgenza.
“Io credo che sia una protesta comprensibile, ma trovo eccessivo e anche fuori dal contesto storico e politico che viviamo il gesto di togliere il tricolore e per questo non posso appoggiarlo – ha detto Di Primio – Capisco la sua posizione con una città in ginocchio, ma per il bene della città sarebbe stato più utile chiamare a raccolta sotto il tricolore quanti possono fare qualcosa, piuttosto che toglierlo e urlare le colpe”.
Un gesto forte che tutto sommato “ci sta politicamente, ma non istituzionalmente – ha precisato – Noi sindaci gestiamo le fasce e se dobbiamo far sentire la nostra voce, le diamo indietro perché sono il simbolo che ci distingue, ma non togliamo le bandiere. Questo è un messaggio negativo nei confronti di quelli che ci vedono come esempio da seguire”.
Non si può rinunciare ai simboli dello stato, secondo Di Primio, che vede la rimozione dei tricolori come “un atto di rabbia e poco ragionato”, appoggiando invece quello della riconsegna della fascia quando “viene impedito a un sindaco di esercitare il suo ruolo”. Marianna Galeota



