CHIETI – “Il dato certo è che ogni ragionevole dubbio si vuole procedere a una chiusura immotivata dei Punti nascita abruzzesi chinandosi passivamente ai diktat romani, ma in Consiglio ne vedremo delle belle”.
E’ quanto dichiarano il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri e il consigliere regionale Emilio Iampieri, tutti e tre di Forza Italia, commentando il cronoprogramma tracciato dall’assessore regionale Silvio Paolucci, che prevede le chiusure delle Maternità ( Punti nascita) viene il 31 agosto Ortona (Chieti); il 31 ottobre Atri (Teramo) il 15 novembre Penne (Pescara). Mentre la chiusura a Sulmona (L’Aquila) è subordinata al potenziamento del percorso di “messa in sicurezza” e all’allestimento di un punto di elisoccorso attrezzato, a servizio del capoluogo peligno.
“C’è una volontà pervicace – proseguono i consiglieri di Forza Italia – di andare avanti in questo scellerato percorso rispetto al quale abbiamo sollevato continuamente numerose perplessità ma che soprattutto arrecherà un danno serio a intere comunità. Tra l’altro Paolucci e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso sono così ostinati che fanno finta di non capire come sia molto meno costoso garantire la sicurezza dei 4 Punti nascita destinati alla chiusura piuttosto che intervenire sulle strutture che resterebbero aperte per le quali sarebbero necessarie ingenti risorse e tempi molto lunghi.
“Restano enormi perplessità – prosegue la nota – anche sulla decisione di diversificare i tempi previsti per la cessazione delle attività che prevedono inspiegabilmente la chiusura anticipata di Ortona che invece, torniamo a ribadirlo, è l’unica struttura ad avere tutti i requisiti per continuare a operare. Quali motivazioni e soprattutto quali interessi ci sono dietro questa assurda decisione?”
“Dobbiamo constatare l’amara realtà – aggiungono poi gli esponenti forzisti – che ci mostra una Regione succube delle decisioni prese a Roma, nonostante sia evidente come penalizzino oltremodo i cittadini abruzzesi. E siamo certi che sarà così anche di fronte ai dettami al Decreto Lorenzin che prevede la chiusura generalizzata dei plessi ospedalieri”.






