L’AQUILA – È arrivato alla fine il rapporto tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Un rapporto tormentato da sempre, e non certo solo perché il primo è del Popolo della libertà e il secondo del Partito democratico.
Tanto che AbruzzoWeb ha spesso sperimentato un’ilare rappresentazione dei due amministratori, in un fotomontaggio con i personaggi del celebre videogame Street Fighter in cui due avversari appunto se le davano di santa ragione.
Dopo l’ultimo botta e risposta verbale tra i due, innescato dall’aquilano che ha accusato l’altro di aver “rubato i soldi delle scuole per clientele, lo sfido a querelarmi”, si approderà con estrema probabilità proprio a vicende giudiziarie.
Eppure insieme, nei rispettivi ruoli istituzionali, Chiodi e Cialente hanno gestito l’emergenza post-terremoto del 6 aprile 2009.
Insieme, come commissario e vice commissario delegati del governo, hanno avviato la ricostruzione del patrimonio edilizio meno danneggiato.
Ma poi, a partire dal settembre 2010, quando Cialente ha abbandonato polemicamente la carica commissariale, il rapporto si è rotto, sono emerse le differenze politiche e caratteriali e, nonostante una pace con tanto di abbraccio, più di facciata che autentica, il clima tra i due è peggiorato sempre più fino all’epilogo di oggi.
“Chiodi ha rubato politicamente i soldi alle scuole dell’Aquila per farci clientele. È un reato. E la magistratura non si è accorta di nulla, mi pare che faccia molti sconti al centrodestra”, la stilettata velenosa del sindaco.
“Cialente ha oltrepassato la soglia della sopportazione. Non può impunemente continuare a esternare ciò che il suo cervello maldestramente gli mette in bocca”, la risposta altrettanto al cianuro. E lo scontro continua. Fight! (alb.or.)





