L’AQUILA – È “persona informata sui fatti” ma non indagato il presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che sarà ascoltato nei prossimi giorni “per chiarire la posizione di altre persone coinvolte” dalla procura distrettuale antimafia dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e della ricostruzione.

La notizia è stata confermata ieri dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, nonché distrettuale antimafia, Alfredo Rossini (nella foto), ed è andata a spegnere un periodo di rumors che si rincorrevano sul possibile coinvolgimento del governatore e commissario per sanità e ricostruzione in inchieste giudiziarie.

La smorzata di Rossini ha coinciso con l’uscita pubblica sul tema di Chiodi, che in un lungo sfogo si è detto “sdegnato e amareggiato” per essere stato sbattuto in prima pagina solo sulla base di dicerie nei corridoi della politica, visto che non ci sono fatti a suo carico.

A partire dalle parole del procuratore e del presidente, si è poi scatenata la consueta teoria di reazioni: su tutte quella inedita dell’Ordine dei giornalisti, che si è schierato in difesa di Chiodi, ricordando i doveri deontologici di un’informazione basata su fatti concreti. 

Poi i commenti politici: a sostegno del governatore quelli riconducibili al centrodestra e al centro, con la sola voce dissonante dell’Italia dei valori, che ha accusato Chiodi di voler “imbavagliare l’informazione”. Nessuno dal Partito democratico si è invece azzardato a commentare l’accaduto.

ROSSINI: ”CHIODI PERSONA INFORMATA, NON INDAGATO”

“Il presidente della regione Abruzzo Chiodi – spiega il procuratore Rossini – ha avuto sempre rapporti molto chiari con quest’ufficio fin dall’inizio con i processi sui crolli, dimostrando sempre disponibilità. In questa fase dovrà probabilmente riferire alcune cose che chiariscano la posizione nell’ambito degli appalti, ma non perchè è indagato”.

Rossini spiega che si tratta di chiarimenti nell’ambito “di appalti in senso lato, quindi G8 e il resto, e questo solo perché come testimone e persona informata dei fatti ci può dare dei dati in relazione alla posizione di altre persone che sono all’attenzione di questo ufficio”.

La procura indaga sull’ipotesi di reato di corruzione: tra gli indagati uno dei coordinatore del Pdl, Denis Verdini, l’imprenditore Ettore Barattelli, presidente del consorzio Federico II, nel quale oltre allo stesso Barattelli e imprenditori aquilani, figura il presidente dimissionario dell’impresa Btp, Riccardo Fusi.

Secondo l’accusa, gli imprenditori avrebbero utilizzato amicizie politiche per aggiudicarsi appalti nella ricostruzione. L’inchiesta è una costola di quella avviata dalla procura di Firenze, poi passata a Perugia, sui grandi eventi e il G8 della Maddalena che ha portato in carcere il presidente del consiglio superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Diego Anemone, e al coinvolgimento del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso.

Dalle intercettazioni emerge tra le altre cose che il presidente Chiodi parla con Fusi dal telefonino di Verdini che era stato contattato dall’imprenditore. Nella telefonata c’è una promessa di incontro, ma Chiodi ha più volte dichiarato di non aver mai incontrato Fusi.

IL PRESIDENTE: ”FALSITA’ SU DI ME, SONO AMAREGGIATO”

L’AQUILA  “Sono sdegnato e profondamente amareggiato per l’enfasi con cui giornali e locandine hanno riportato una notizia falsa, offensiva al punto da minare la dignità di chi sta lavorando tra mille difficoltà in una situazione già di per sé drammatica”.

Comincia così ill presidente della Regione Abruzzo, e Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, commentando le voci di ieri sera e stamane su presunti coinvolgimenti nell’inchiesta G8 e appalti all’Aquila.

“E’ inaccettabile – dice il Presidente – anche la strumentalizzazione che si sta facendo sull’attività degli organi inquirenti che hanno il compito, giustamente, di sentire chiunque possa avere una qualche conoscenza dei fatti su cui si sta indagando. Va da sé che questo clima irrespirabile di ‘caccia alle streghe’ mina profondamente l’immagine del Presidente della Regione Abruzzo”.

“Ma si rassegnino – avverte il Governatore – perché tutto il mio operato amministrativo è sempre all’insegna della più cristallina legalità”. Poi, un appello ai media:

“Spero ci sia l’onestà intellettuale, oltre che deontologica, affinché gli organi di stampa riservino al presidente Chiodi lo stesso clamore per annunciare che non c’è assolutamente nessuna bufera che lo riguardi. Vorrei, invece, poter lavorare per il bene della mia terra e della mia gente con la serenità e la dignità che spettano a chi ogni giorno s’impegna duramente tra mille problemi, ma sempre con grande spirito etico, riuscendo tra l’altro ad ottenere risultati unici per la nostra regione”.

“E mi riferisco, in primis, alla riduzione dell’indebitamento o al riordino della Sanità. Traguardi lodevoli che molti fingono di ignorare ma che ci vengono puntualmente riconosciuti da testimoni esterni. E’ il caso di Repubblica, testata non certo di parte”.

Infine, il presidente Chiodi tocca gli affetti personali: “Da Roma, dove mi trovo per una tre giorni di intensi contatti, ho dovuto rassicurare la mia famiglia e le mie figlie, preoccupatissime per una notizia che non ha il minimo fondamento. E questo non è umanamente sopportabile. Non è accettabile”.

CHIODI: “FUSI E VERDINI? MAI AVUTO A CHE FARE”

L’AQUILA – Seccato, rattristato, stupito, ma anche sereno. Da Roma, dove si trova per una serie di incontri legati alle problematiche di gestione dell’emergenza terremoto, il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha smentito categoricamente la notizia (rumors più che altro) di un’imminente misura cautelare nei suoi confronti per implicazioni nell’inchiesta su G8 e appalti all’Aquila.

“Non c’è assolutamente nulla – ha fatto sapere Chiodi all’agenzia Asca – Sono al lavoro come tutti i giorni, 18 ore al giorno, per cose serie che riguardano i cittadini abruzzesi. Oggi, in particolare, sto incontrando esponenti del Governo per portare a casa risultati utili sul fronte delle risorse per l’emergenza”.

Il governatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, sa che il suo nome è stato legato a quelli di Fusi e Verdini: ”E’ doveroso che la Magistratura faccia i suoi passi, ma con loro non ho mai avuto nulla a che fare”.

Nessuna novità, insomma, rispetto a ciò che si sapeva qualche mese fa, e cioè che Chiodi doveva essere ascoltato dai magistrati. Tutta questa ridda di voci, supposizioni ed illazioni, si è scatenata ieri sera durante una seduta consiliare alla Provincia di Chieti, quando uno stop dei lavori in Aula è stata giustificata con la ”partenza di avvisi di garanzia” ad esponenti politici abruzzesi.

I consiglieri teatini hanno però ricondotto le misure giudiziarie non già al G8 ma ad un’inchiesta parallela su rifiuti o sanità. Il presidente Chiodi ha annunciato a breve una sua dichiarazione ufficiale.

ORDINE GIORNALISTI: ”NOTIZIE NON VERIFICATE, FA BENE A LAMENTARSI”

L’AQUILA – “Le notizie diffuse sul conto del presidente della Regione, Gianni Chiodi, non sembrano rispondere a elementari e basilari doveri professionali dei giornalisti e ha quindi ragione di dolersene pubblicamente”.

Lo afferma in una nota l’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, dando ragione al governatore, che si è detto sdegnato e amareggiato per i rumors giudiziari pubblicati e poi smentiti sul suo conto.

“La verifica attenta di una notizia, prima della sua diffusione – ricorda la nota – rappresenta l’abc della professione giornalistica”.

“Il semplice rincorrersi di ‘voci’ – bacchetta poi l’Odg – non giustifica la diffusione di notizie senza il preventivo, necessario riscontro: nel dubbio, è meglio non diffondere una notizia incerta che rischiare di diffonderne una non veritiera”.

“Alla base della nostra professione – conclude la nota – esiste sì il diritto ‘insopprimibile dei giornalisti alla libertà di informazione e di critica’, ma limitato ‘dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui’. Così com’è obbligo dei giornalisti ‘il rispetto della verita’ sostanziale dei fatti'”.

GIULIANTE (PDL): ”CLIMA DI SOSPETTO, AREA IRRESPIRABILE”

L’AQUILA – “Untorelli di professione stanno cercando di minare la credibilità di un’intera classe dirigente con notizie che finiscono per creare un clima di sospetto e un’aria irrespirabile per tutti coloro i quali si trovano, in questa difficilissima fase, ad affrontare i problemi dell’Abruzzo”.

Lo afferma in una nota il capogruppo in Consiglio regionale del Popolo della libertà, Gianfranco Giuliante, che in nome della solidarietà dopo la pubblicazione dei rumors ha improvvisamente dimenticato tutti i dissapori avuti con il governatore Gianni Chiodi.

“Nella serata di ieri – scrive infatti – se ne è avuta l’ennesima riprova con un attacco tanto pretestuoso quanto infondato nei confronti del presidente”.

“Crediamo che, anche per consentire alla magistratura di poter lavorare con serenità e nell’interesse dello Stato – prosegue Giuliante – questi atteggiamenti debbano cessare o, quantomeno, non debbano essere oggetto di enfatizzazioni”.

“Chi cerca disperatamente una ‘colonna infame’ cui legare l’attuale classe dirigente – attacca il capogruppo Pdl – è destinato a essere deluso”.

“Il gruppo regionale del Pdl – conclude Giuliante – esprime la più totale solidarietà al governatore dell’Abruzzo, condividendone il disagio e facendone proprie le ragioni in più occasioni ribadite”.

PAGANO (PDL): ”GESTO GENERATO DA UN IRRESPONSABILE”

L’AQUILA – “Questo episodio dal chiaro intento denigratorio, generato da uno irresponsabile, rischia di provocare un danno irreparabile agli interessi sociali ed economici degli abruzzesi”.

Lo ha affermato il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, riferendosi alla vicenda che ha coinvolto il Presidente della Giunta regionale e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

“Le Istituzioni per operare hanno bisogno di un clima sereno e sano al fine di attuare quei progetti attraverso cui risollevare le sorti dell’Abruzzo, già sofferente per il terremoto e per la crisi economica. Questi episodi – continua Pagano – oltre a ledere la dignità del Presidente della Giunta regionale e a destabilizzare la sua famiglia, danneggiano prima di tutto i cittadini abruzzesi e offuscano l’immagine della nostra regione”.

“Questa mattina – conclude Pagano – ho telefonato al Presidente Chiodi al quale ho espresso la mia personale solidarietà e vicinanza umana».

PERETTI (UGL): “VERGOGNOSO ATTACCO MEDIATICO A CHIODI”

L’AQUILA – Anche l’Ugl Abruzzo ha espresso solidarietà al presidente della Regione Chiodi “per il vergognoso attacco mediatico ricevuto”.

“Su certa stampa – scrive il segretario regionale Ugl Piero Peretti – si è arrivati ad ipotizzare addirittura la possibilità di arresti domiciliari, senza neanche conoscere l’avvio di una inchiesta: è un modo di fare informazione che danneggia l’Abruzzo tutto , in un momento fondamentale che invece dovrebbe vedere unità di intenti per risolvere le gravi problematiche del lavoro e della ricostruzione”.

“Il presidente Gianni Chiodi merita rispetto per il suo ruolo istituzionale e come persona umana. L’Ugl è e sarà sempre dalla parte della legalità, mai dalla parte della gogna mediatica”.

DI GIUSEPPANTONIO (UDC): ”FERMARE LO STILLICIDIO”

CHIETI – “Il continuo chiacchiericcio, politico e mediatico, su presunti provvedimenti in arrivo da parte dell’autorità giudiziaria nei confronti di diversi esponenti politici abruzzesi sta producendo effetti paradossali in tutte le istituzioni che non giovano all’attività amministrativa e ai cittadini e creano un clima di sospetto da tutti contro tutti”.

Lo afferma il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio. “Esprimo piena solidarietà e vicinanza umana e politica, da amministratore e da uomo politico, al presidente della Regione, Gianni Chiodi – scrive – oggetto di queste voci incontrollate e amplificate ingiustamente, che sta operando non senza difficoltà e con tutti i mezzi per risollevare l’Abruzzo, martoriato dal terremoto e dalla crisi”.

“Faccio un appello a tutti – prosegue – affinché venga fermato questo stillicidio perché in questa situazione c’è il rischio concreto che soccombano le istituzioni e la politica, già minata da una cronica disaffezione da parte dei cittadini”.

“Solo alla magistratura, del cui lavoro abbiamo il massimo rispetto e della cui rigorosità non dubitiamo in alcun modo – conclude – spetta il compito di verificare scrupolosamente gli atti e i comportamenti di chi è soggetto a indagine giudiziaria”.

QUAGLIARIELLO (PDL): “VOGLIONO FAR TORNARE INDIETRO LE LANCETTE DEL RINNOVAMENTO”

L’AQUILA “L’Abruzzo da due anni a questa parte ha saputo dotarsi di una nuova classe dirigente, che ha affrontato con coraggio e determinazione non solo il dramma del terremoto, ma anche quelle incrostazioni che una cattiva politica e una pessima gestione gli avevano lasciato addosso. In molti, e in tanti modi, cercano di riportare indietro le lancette del rinnovamento. Il centrodestra e il presidente Gianni Chiodi, al quale va la nostra solidarietà, non lo consentiranno”.

Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato.

PICCONE (PDL): “VICENDA STRUMENTALE”

L’AQUILA – “Una vicenda dal chiaro intento strumentale e diffamatorio ha visto protagonista il presidente della Regione Gianni Chiodi“.

Lo afferma il Coordinatore regionale abruzzese del Pdl, Filippo Piccone.

“Fortunatamente la Procura ha già avuto modo di smentire categoricamente il suo coinvolgimento nell’inchiesta G8 e appalti all’Aquila. E’ evidente – aggiunge Piccone – come una campagna denigratoria di questo tipo vada a ledere la dignità di un uomo che da sempre ha agito nella trasparenza e legalità e sta continuando su questa strada anche nel difficile compito della ricostruzione”.

“Mi sento di condannare, quindi, questi atteggiamenti che offendono l’uomo prima che il politico, da tutti conosciuto come persona integerrima, rispettosa delle regole e da sempre portata ad un comportamento morale ed etico inappuntabile a cui va tutta la mia solidarietà e quella del Pdl abruzzese”, conclude Piccone.

MENNA  (UDC): ”PIENA SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE CHIODI”

L’AQUILA – “In merito alle voci di presunti provvedimenti giudiziari nei confronti del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, esprime “piena solidarietà, umana e politica, al presidente” e “stigmatizza con forza le voci incontrollate che sono circolate anche sugli organi di informazione, le quali non fanno altro che creare una dannosa confusione nell’opinione pubblica che danneggia per primi i cittadini”.

“Spero vivamente – aggiunge Menna – che queste presunte rivelazioni non siano utilizzate da alcuno come strumento di lotta politica nei confronti di chi ha la responsabilita’ di governare la nostra regione, che si trova già in gravi difficoltà. Confermo il mio rispetto e la mia fiducia nel lavoro della magistratura, che sta operando nel riserbo e nella discrezione così come si conviene per la tutela di tutti gli indaga”.

TESTA (PDL): “CLIMA IRRESPIRABILE”

 L’AQUILA – “Esprimo la più totale ed incondizionata stima professionale e personale nei confronti di Gianni Chiodi, che sta guidando l’Abruzzo in una delle fasi storiche più drammatiche di questa terra”. Lo afferma il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa. 

“Le voci che si rincorrono nelle ultime ore in molti corridoi possono contribuire solo a rendere irrespirabile il clima senza giovare nè alla classe politica nè ai cittadini di questa regione”, dice Testa. “Mi auguro – aggiunge – che, grazie alla giunta regionale guidata da Chiodi, l’Abruzzo guardi con ottimismo al futuro e sappia superare anche questo momento. Auspico infine che il lavoro della magistratura prosegua scrupolosamente, per far emergere quanto prima la verità, sgomberando il campo da sospetti e veleni”.

CASTIGLIONE (PDL): “DISPIACIUTO COME AMMINISTRATORE E COME ABRUZZESE”

L’AQUILA – “Certo delle doti morali del presidente Giovanni Chiodi, sono dispiaciuto, sia come amministratore che come cittadino abruzzese, delle polemiche sorte attorno al nostro presidente, specie in momenti in cui la nostra Regione ha bisogno di serenità e di pacatezza dei toni, viste le numerose problematiche che si devono affrontare”.

La dichirazione è del vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione.

MANTINI (UDC): “BASTA VELENI”

L’AQUILA – “Comprendo l’amarezza di Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo e commissario per la ricostruzione, per quella campagna stampa che già attende a dimostrarlo colpevole prima di qualsiasi indagine”. A dichiararlo è l’onorevole Pierluigi Mantini, del coordinamento nazionale dell’Udc

“La magistratura faccia il suo corso con serenità ma a nulla servono i veleni e le preventive condanne per responsabilità non accertate. Il clima di faziosità e di scontro non giova certo alla ricostruzione che ha bisogno invece di coesione, di professionalità e di molta passione”.

GIOVANE ITALIA: “CHIODI NEL TRITACARNE MEDIATICO”

L’AQUILA – La Giovane Italia L’Aquila esprime la propria solidarietà al Presidente della Regione Gianni Chiodi, “finito in un tritacarne mediatico non basato, come sostenuto dallo stesso Rossini, su nessun dato concreto”.

“GI L’Aquila  – si legge in una nota diffusa dal dirigente regionale Gi, Alfonso Magliocco, e dal presidente provinciale Gi, Roberto Santangelo – ritiene che compito della politica è usare il potere democratico per raggiungere un obiettivo e compito del giornalismo è invece quello di accertare i fatti e stabilire verità oggettive. Naturalmente nel momento in cui si descrivono dei fatti essi vengono anche valutati”.

“Ma esiste un limite – si legge – entro il quale l’interconnessione tra descrizione e valutazione è auspicabile: oltre tale limite si cadrà nell’ elogio servile, nella propaganda e nella difesa di un interesse personale e cosa ancor più grave nella partecipazione diretta del giornalismo al cambiamento, cioè alla sostituzione del giornalismo con la politica. È quindi fondamentale rispettare tale limite ed è auspicabile che i mezzi di informazione utilizzino il massimo rigore nel descrivere e la massima libertà nel criticare”.

“La libera informazione – si legge in conclusione – non serve semplicemente la democrazia, non è uno strumento della democrazia, neanche il guardiano della democrazia: è semplicemente parte essenziale della vita democratica di una Nazione”.

EVANGELISTA (API). ”SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE”

L’AQUILA – “Sento il dovere di esprimere la mia solidarietà al presidente Chiodi circa le recenti notizie rivelatesi poi destituite di ogni fondamento sull’avviso di garanzia relativo allo scandalo degli appalti del G8″.

È quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia. “Ho avuto modo in passato – dichiara – di criticare con durezza la politica portata avanti in Abruzzo dal centrodestra e dal suo presidente, ma da uomo della legalità ritengo inconcepibile che su questo punto possano eistere divergenze politiche e sciocche speculazioni”.

“Molto più saggio della politica – continua Evangelista – è stato l’Ordine dei giornalisti, il quale in altre circostanze ha saputo esprimere con la voce autorevole del suo presidente Stefano Pallotta critiche allo stesso Chiodi mentre oggi riconosce senza reticenze l’errore compiuto dall’informazione nei riguardi del presidente della Regione”.

“La circostanza – aggiunge Evangelista – induce inoltre ad avere fiducia e rispetto della magistratura aquilana che si è già espressa peraltro su questo argomento e che sapr certamente valutare nel prosieguo dell’azione giudiziaria responsabilità e coinvolgimenti delle persone”.

“Sono convinto – conclude Evangelista- anche alla luce di questo episodio che il peggior nemico della legalità sia da un lato l’innocentismo aprioristico mascherato di garantismo e dall’altro il giustizialismo chiacchierone di maniera”.

ACERBO (PRC): ”CHIODI SE LA PRENDA CON SE STESSO E COL PDL, NON CON LA STAMPA”

L’AQUILA – “Il presidente Chiodi si lamenta per gli ‘schizzi di fango’, il ‘tritacarne mediatico’ e le indiscrezioni che appaiono sulla stampa. Comprendo i suoi sentimenti di persona che si sente offesa nella dignità e onorabilità. Nell’esprimere il suo sdegno però Chiodi sbaglia indirizzo. Non è certo con la stampa che deve prendersela ma con se stesso e con il suo partito”.

È questo il punto di vista di Maurizio Acerbo, consigliere regionale del Prc. “Non è colpa della stampa né dell’opposizione – aggiunge – se il coordinatore nazionale del suo partito Denis Verdini gli passa al telefono l’imprenditore Fusi. Non è colpa della stampa e dell’opposizione se una ‘cricca’ è sotto inchiesta anche in relazione alla ricostruzione aquilana”.

“Che intorno al Pdl – continua Acerbo – si addensino una miriade di inchieste giudiziarie non è responsabilità certo dei giornalisti e se in giro per l’Abruzzo viene considerata verosimile anche l’ipotesi di un suo coinvolgimento nelle indagini è perchè è diffusa la sensazione che troppe illegalità siano ancora in atto, magari importate dagli ambienti romani che contano. Se Chiodi non voleva mettere a rischio la propria onorabilità probabilmente non doveva iscriversi al Pdl”.

“Troppo spesso – conclude Acerbo – le voci si sono tradotte in fatti giudiziari nella cronaca recente dell’Abruzzo e quindi e’ fisiologico che la stampa cerchi a volte esagerando di anticipare eventi ritenuti possibili”.

D’ALESSANDRO (PD): ”CHIODI FACCIA IL SUO DOVERE”

PESCARA – “Voglio dare un consiglio non richiesto al presidente Gianni Chiodi, non trasformi la sua amarezza in vittimismo utile a non affrontare i nodi politici: non perda un’occasione e non venga meno al suo dovere”.

Ad affermarlo è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro.

“Ho letto che il presidente Chiodi – aggiunge D’Alessandro – avrebbe deciso di non partecipare al Consiglio regionale fin quando non sia riconosciuta la sua totale estraneità ad accuse che alimentano a suo dire lo stillicidio di voci inaccettabili, rispetto ai quali l’opposizione non sta né speculando, né facendo sciacallaggio”.

“Le speculazioni e gli sciacallaggi politici – conclude – li abbiamo subiti in passato e non li rendiamo, perché é la morte della politica”.

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