L’AQUILA – Arrivano 40 milioni per mitigare il rischio idrogeologico in Abruzzo.
Ad annunciare lo stanziamento è stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in una conferenza stampa cui hanno partecipato anche l’assessore Angelo Di Paolo e il direttore regionale del servizio idrico, Pierluigi Caputi.
“Si tratta – ha spiegato Chiodi – di un accordo di programma quadro con cui vengono messi a disposizione 40 milioni di euro per mitigare il rischio idrogeologico, d’intesa con il ministero dell’Ambiente. Le somme saranno così ripartite: 11 milioni per il rischio idrogeologico, 21 per il rischio idraulico e 8 per la difesa della costa”.
Annunciata anche la nomina di Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale dell’Ambiente, come commissario-project manager per velocizzare le procedure e fare in modo che le somme stanziate per la mitigazione del rischio idrogeologico siano spese in fretta.
Il presidente ha commentato i dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti, bocciando le amministrazioni di centrosinistra.
“Diciamo di essere il cuore verde d’Europa – ha detto – eppure la raccolta differenziata non prende piede, se non in Comuni amministrati dalla destra: Teramo e Ortona, per esempio, sono al 70 per cento. A Chieti, Pescara L’Aquila i risultati, di contro, sono insoddisfacenti”.
GLI INTERVENTI
L’accordo di programma quadro siglato tra il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e l’assessore regionale al ramo Angelo Di Paolo prevede una spesa complessiva di 40 milioni 750 mila euro, dei quali oltre 30 a carico del ministero e 10 a carico della Regione quale cofinanziamento obbligatorio.
Il commissario Mascazzini provvederà a coordinare e a verificare la corretta attuazione degli interventi previsti.
Per il risanamento e la mitigazione del rischio idrogeologico verranno stanziati 11 milioni 750 mila euro, per il rischio idraulico 21 milioni e per la difesa della costa 8 milioni.
In particolare per il risanamento e mitigazione del rischio idrogeologico sono previsti quattro interventi in provincia dell’Aquila, tre in provincia di Pescara, tre in provincia di Teramo e due interventi in provincia di Chieti, tutti di importo pari a un milione.
Per il rischio idraulico sono programmate la realizzazione di una cassa di espansione sul torrente Valle Mura nel centro abitato di Carsoli (L’Aquila) e opere di sicurezza idraulica e di riqualificazione ambientale del Torrente Raio e del Fiume Aterno, nella zona industriale della città dell’Aquila; opere idrauliche sul Fiume Pescara nei pressi della zona industriale, in provincia di Pescara, opere di sicurezza idraulica e di difesa spondali sul Fiume Vomano, in provincia di Teramo, nei territori dei Comuni di Castelnuovo Vomano, Cellino Attanasio, Notaresco, Morro d’Oro, Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi.
Infine, la realizzazione di una cassa di espansione sul Fiume Foro in prossimità della confluenza con il torrente Dendalo, in Provincia di Chieti.
Per gli interventi di difesa della costa, infine, si prevedono la riqualificazione delle scogliere e delle barriere emerse esistenti che riguardano i Comuni di Martinsicuro (Teramo), Roseto degli Abruzzi (Teramo) e Francavilla al Mare (Chieti).
CHIODI E DI PAOLO: ABRUZZO TRA LE PRIME REGIONI
“Si tratta – ha spiegato l’assessore Di Paolo – della prosecuzione delle attività di risanamento e mitigazione del rischio, nei tre grandi settori del risanamento del territorio regionale e di una anticipazione delle attività future che saranno programmate con i fondi Fas attribuiti all’Abruzzo”.
“Il programma – ha aggiunto Chiodi – assume grande rilevanza sia per l’impegno finanziario, sia per la completezza della programmazione in tutti i settori di criticità ma anche per la tempestività delle attività intraprese”.
“È prevesto un cofinanziamento regionale obbligatorio pari a 10 milioni di euro per cui è stato necessario reperire le risorse finanziarie dalla quota assegnata dal Par-Fas regionale alla mitigazione del rischio idrogeologico di suolo, fiumi, costa”.
Resta inteso che le ulteriori risorse finanziarie disponibili sullo stesso Strumento di Programmazione (Par-Fas) saranno naturalmente utilizzate per il risanamento di altre e diverse situazioni di rischio, presenti sul territorio regionale, in relazione ai criteri prioritari vigenti, non appena le disponibilità economiche saranno effettivamente programmabili.





