TERAMO – Avevano messo un piedi un giro di spaccio di cocaina che fruttava loro circa 400 euro al giorno, con cui rifornivano facoltosi professionisti, commercianti, ristoratori, commercialisti della costa teramana, ma anche qualche operaio e ballerina nei locali notturni.

Questa mattina, i carabinieri del nucleo di Alba Adriatica (Teramo) hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Giovanni de Rensis, su richiesta del pm Stefano Giovagnoni, nei confronti di Fabio Calabrese, 33 anni di Alba Adriatica (già detenuto a Castrogno), Ngjela Elidan, 27enne, e Quemal Cela, 33, entrambi albanesi, il primo residente ad Alba, il secondo a Tortoreto (Teramo).

I tre avevano costituito una vera e propria società che riforniva anche le Marche e la Vibrata.

Gli inquirenti sono risaliti a loro al termine delle indagini che si sono concentrate sull’intenso traffico telefonico, un centinaio di telefonate al giorno, e su circa una cinquantina di persone, tutte clienti del giro, ascoltate dagli investigatori.

Registi del traffico di cocaina erano i due albanesi che utilizzavano Calabrese come cavallo per la consegna diretta della droga.

Lo spacciatore italiano riceveva al cellulare gli ordini, fissava luogo e ora per la consegna delle dosi prenotate. Si andava dalle due cartine ordinate da un operaio o da uno studente fino a cinque o sei ordinate dagli imprenditori.

Calabrese, inoltre, immaginava di essere pedinato visto che la maggior parte dei suoi traffici si svolgevano ad Alba Adriatica e alla luce del sole (in precedenti due occasioni era stato arrestato mentre consegnava droga).

Così, per sviare le forze dell’ordine che erano alle sue calcagna, alle volte girava senza meta per vie e strade prima di raggiungere i clienti.

I carabinieri hanno accertato che l’intensa attività di traffico di cocaina di svolgeva già a partire da maggio, ragion per cui hanno rimesso una dettagliata relazione sulla scrivania del pubblico ministero per chiedere le misure cautelari.