CHIETI – Dopo un’intera giornata spesa tra riunioni, trattative e discussioni, i sindacati hanno firmato l’accordo sul personale con la nuova proprietà della clinica privata Villa Pini di Chieti.
Il vertice sindacale si è aperto alle 9 di venerdì mattina, la firma c’è stata solo dopo le 21.30. E dire che i rappresentanti sindacali si sono presentati al tavolo delle trattative con sei condizioni dettate dall’assemblea dei lavoratori del giorno prima, che la nuova proprietà, il gruppo Santa Maria De Criptis, ha detto subito di voler accettere. Anche se non tutte pienamente.
Se infatti non ci sono stati problemi sul fare un passo indietro sulla questione dei contratti (che saranno tutti Aiop), del tfr (che sarà dato direttamente ai lavoratori), del contratto dei 25 medici (nessuno più a partita iva) e delle esternalizzazioni (abolite), non è andata altrettando bene per le due clausole riguardanti il periodo di prova (che non è stato abolito per tutti, ma è rimasto per gli amministrativi) e soprattutto il part time, che è stato sì esteso, ma non quanto chiedevano i lavoratori.
È partita così una lunga trattativa per ampliare al massimo questa tipologia di contratto, in modo da riassumere il maggior numero di persone. Alla fine, dalle 400 assunzioni iniziali, si è arrivati a superare di poco quota 460.
I 460 addetti che il Santa Maria De Criptis ha intenzione di richiamare al lavoro (rispettando i criteri del reddito e dell’anzianità) saranno ripresi entro il 30 giugno 2014. Al momento si potranno stipulare contratti solo per circa 300 persone.
Ricordiamo che le assunzioni della precedente gestione, affidata al policlinico Abano Terme, si erano attestate a quota 483 (senza neanche il grosso ricorso al part time richiesto adesso). Alla data del 2010, quando è stato decretato il fallimento del gruppo di cliniche dell’ex patron Vincenzo Angelini, erano 683 i dipendenti di Villa Pini.
A questo numero si devono anche aggiungere le circa 80 nuove assunzioni fatta dalla gestione di Abano Terme. Dipendenti che, però, a causa del criterio di anzianità finiranno adesso in fondo alla graduatoria delle persone da riassumere.
Anche così, però, restano fuori in molti. Perché è vero che dei 683 iniziali in tanti sono andati in pensione, oppure hanno trovato ricollocazione altrove, ma è anche vero che comunque il numero degli esuberi resta ancora molto alto.
Non a caso il vertice sindacale si è protratto così a lungo, prima che i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil mettessero la loro firma su un accordo che scontenta in diversi. Ci sono stati anche momenti di tensione con alcuni lavoratori che hanno capito che anche questa volta, proprio come era successo nel 2010 quando sono finiti in cassa integrazione, non sarebbero potuti rientrare al lavoro.
Dal canto loro, le rappresentanze sindacali hanno cercato di fare di tutto per estendere il numero delle riassunzioni. C’è da dire che la prima bozza di accordo parlava solo di poco più di 400 posti di lavoro sicuri.
Su tutto questo, infine, pesa l’incognita della possibilità per la clinica privata di tornare subito a lavorare a pieno regime. Perché, se questa condizione non dovesse verificarsi, saltano anche i numeri previsti dall’accordo sul personale.
Di particolare importanza a questo riguardo è il momento di passaggio tra la gestione del policlinico di Abano Terme e quella del policlinico Santa Maria De Criptis.



