CHIETI – Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, non nasconde la profonda delusione per la votazione del consiglio di amministrazione dell’Università Gabriele D’Annunzio relativamente all’approvazione del nuovo statuto il quale prevede la esclusione degli Enti locali, quindi anche del Comune di Chieti, dal futuro Cda.
“Con l’odierno voto – dichiara Di Primio – il rettore e chi ha appoggiato la sua proposta hanno dimostrato che le richieste di coinvolgimento del Comune e del territorio con l’Università in realtà erano solo dichiarazioni di facciata”.
“L’Università D’Annunzio – continua il sindaco – o meglio chi ha deciso di ignorare il mio appello, dimostra non solo di non avere il senso della riconoscenza, ma neppure di avere lungimiranza se pensa di poter fare a meno del contributo del Comune e degli altri enti privo di condizionamenti e volto esclusivamente al bene della città, del territorio e dell’Università stessa”.
“Spero – aggiunge il primo cittadino – che la odierna delusione possa essere lenita domani quando si riunirà il Senato accademico che dovrà ratificare le decisioni del Consiglio di amministrazione dell’università: per quanto mi riguarda, certo dell’univoco intento anche degli altri amministratori locali, la vicenda non può dirsi conclusa”.
“Di pari passo – conclude Di Primio – con la richiesta di coinvolgimento di partecipazione del Comune nel Cda dell’Università preannuncio che i primi giorni di settembre offrirò all’università D’Annunzio la possibilità di fruire di prestigiosi locali comunali affinché il rettorato e la direzione amministrativa e gli uffici connessi possano essere trasferiti nel centro storico della città”.
CONFCOMMERCIO ANNUNCIA PROTESTE ECLATANTI
Anche la Confcommercio stigmatizza l’esclusione degli enti locali dal Cda dell’università D’Annunzio e annuncia proteste eclatanti.
La Confcommercio chiede una pronta revisione del provvedimento che sta facendo molto discutere.
“In caso contrario – avverte Angelo Allegrino, presidente provinciale Confcommercio Chieti – siamo pronti a mobilitarci pur di far tornare l’università sui propri passi reinserendo nel Cda gli enti locali, a partire dal Comune di Chieti”.






