CHIETI – Mentre il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, in costante collegamento con l’Arta, cerca di capire come gestire l’emergenza, l’opposizione si organizza e chiama il primo cittadino alle proprie responsabilità, non tanto per la gestione dell’emergenza, quanto per l’inefficacia dell’azione amministrativa dal momento della scoperta della discarica di materiali tossici di colle S. Antonio.
Il Partito democratico decide di muoversi preparando una interrogazione consiliare a firma di Luigi Febo e riunendo la stampa per mettere a conoscenza l’opinione pubblica del fatto che Prefettura e Asl un anno fa avevano chiesto al Comune di mettere in sicurezza l’area proprio per evitare un rischio incendio.
Il Movimento 5 stelle, invece, chiama a raccolta il suo popolo per un flash mob in serata corso Marrucino che, però, si rivela un affollato corteo con centinaia di persone intervenuti per manifestare.
Molte altre forze politiche, infine, sono intervenute per chiedere al Comune perché non abbia fatto nulla per la discarica di cui si conosceva l’esistenza, essendo stata sequestrata nel 2009.
IL PD: ‘’ASL E PREFETTO AVEVANO CHIESTO AL COMUNE DI METTERE IN SICUREZZA L’AREA’’
L’interrogazione di Luigi Febo è stata già depositata. Con grande probabilità verrà discussa nel primo consiglio del Di Primio-bis che dovrebbe tenersi lunedì prossimo.
“In merito all’incendio avvenuto – chiede Febo – presupponendo che fosse a conoscenza dell’esistenza della discarica abusiva e del sequestro dell’area da parte delle autorità competenti, cosa l’amministrazione comunale ha fatto per mettere in sicurezza l’area in oggetto?”
Si chiede anche “se, prima del servizio giornalistico pubblicato dal quotidiano “Il Centro” il sindaco abbia ricevuto segnalazione su eventuali pericoli derivanti dalla discarica abusiva da parte delle autorità competenti (Asl, Prefettura, Arta, ecc.)” e, se sì, “quale azioni sono state intraprese per la tutela della salute dei cittadini”.
L’interrogazione termina chiedendo, infine, cosa il sindaco intenda fare per tutelare la salute dei cittadine dopo il rogo.
Nella conferenza stampa, inoltre, Febo, insieme ai consiglieri Alessandro Marzoli e Chiara Zappalorto e all’ex sindaco Francesco Ricci, porta documenti che dimostrano che Prefettura e Asl avevano chiesto al Comune di mettere in sicurezza l’area, proprio pensando un rischio incendio.
“Gravissimo – ha detto Marzoli – che si conoscesse da tempo l’esistenza di rifiuti pericolosi sulla collina teatina e che nonostante questo non si sia riusciti ad impedire che quei rifiuti potessero essere incendiati. Non è bastato un ampio servizio del quotidiano “Il Centro” che ha acceso i riflettori sulla discarica per evitare la vergogna dell’incendio, divampato di notte pochi giorni dopo che la notizia è stata divulgata e senza che si siano aumentati controlli e vigilanza sul sito a rischio”.
LA REPLICA DEL SINDACO
Il primo cittadino replica con un secco “è facile fare i Soloni il giorno dopo”. Assicura, inoltre, che l’Amministrazione comunale non è stata con le mani in mano, ma ha avviato “un procedimento amministrativo specifico, di cui però al momento non conosco l’esito e sul quale sto acquisendo gli atti”.
Il sindaco non ci sta a beccarsi l’accusa di poca attenzione all’ambiente. Accusa che rigetta al mittente: “A questo punto – dice – vorrei sapere perché non si sono costituiti parte civile al processo sulla discarica che si è svolto nel 2009”.
I 5 STELLE SCENDONO IN PIAZZA
Il Movimento 5 Stelle scende in piazza con l’ex candidato sindaco Ottavio Argenio, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e la pattuglia grillina di Bucchianico. Sono in centinaia e riempiono in serata corso Marrucino.
La Marcozzi ricorda come proprio un anno fa il Movimento aveva presentato un dossier con la lista dei siti inquinati. Fu realizzata una mappa interattiva ancora consultabile oggi al sito www.movimento5stelleabruzzo.it/home/gaia/index.html.
Puntano il dito sia contro la Regione, che non ha ancora un piano regionale per le bonifiche, che contro il Comune. “L’art 56 del piano regionale dei rifiuti – dice Argenio – dispone che il sindaco del comune territorialmente competente disponga con ordinanza le operazioni di recupero, rimozione, smaltimento e ripristino dello stato dei luoghi con ordinanza, fissando un termine perentorio, decorso il quale è tenuto a provvedere d’ufficio. Questo non è stato fatto”.
La denuncia, assicura il parlamentare Gianluca Vacca, arriverà anche in Parlamento: “Mi attiverò per chiedere al mio collega, Stefano Vignaroli, vice presidente della commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientale ad essi correlati, di aprire un fascicolo per fare luce sulle inerzie che avvolgono l’operato degli inquirenti in questa tragica vicenda. Chiederò, inoltre, al ministro della Giustizia se la procura di Chieti, in seguito alle informazioni emerse dall’inchiesta giornalistica del quotidiano Il Centro, si è attivata per avviare indagini, anche predisponendo il sequestro e l’acquisizione della documentazione della discarica”.
SEL E L’ALTRA CHIETI CHIEDONO LE DIMISSIONI DI DI PRIMIO
Drastici, invece, i rappresentanti di Sinistra ecologia e libertà e dell’Altra Chieti che chiedono le dimissioni del primo cittadino, appena rieletto, Umberto Di Primio.
All’unisono il presidente dell’Altra Chieti Alessandro Fortuna e il coordinatore cittadino di Sel Annalisa Settimio chiedono la testa di Di Primio.
“Era un atto prevedibile – dicono – perché la notizia era sulle prime pagine dei giornali. Ciò dimostra come gli amministratori non hanno fatto abbastanza e si sono limitati agli atti dovuti. Non c’è stata una azione incisiva per sconfiggere i legami tra ecomafie e criminalità locale. C’è bisogno di un’inchiesta seria e delle dimissioni del sindaco Di Primio, custode del nostro territorio e della nostra salute”.
D’ALOISIO: ‘’NOI CON SALVINI VIGILERA’ A TUTELA DEI CITTADINI’’
Promette di vigilare a tutela dei cittadini anche Antonello D’Aloisio di Noi con Salvini: “La vicenda in oggetto è di rilevante gravità e manifesta peraltro tratti tra il grottesco e l’assurdo, atteso che l’esistenza di tale discarica era nota da anni a tutti i soggetti interessati e che nessuno di essi si era attivato prima d’ora per la messa in sicurezza del sito e prioritariamente delle famiglie dei residenti vicini al terreno dove da anni stazionano i materiali inquinanti, tossici e nocivi”.
“Allo stato attuale, fermo restando l’accertamento di tutte le eventuali responsabilità, che ovviamente rimettiamo agli organi istituzionali competenti – dice D’Aloisio – sollecitiamo immediatamente un intervento per tutelare la salute dei residenti della zona e di tutta la città e le zone coinvolte dal disastro ambientale preannunciato. Grava ora, in principal modo, sull’amministrazione comunale, anch’essa sinora inerme, il compito e l’onere di fornire risposte immediate alla popolazione ed azioni a salvaguardia della salute di tutti”.
“Noi vigileremo – è la promessa di NcS – affinché venga dato corso agli interventi necessari ed urgenti per la tutela dei cittadini”. (ar.ia.)





