CHIETI – Nicola e Cristian sono seduti tranquillamente all’ora di pranzo sotto i portici di corso Marrucino a Chieti.
Potrebbero essere scambiati semplicemente per due amici, ma in realtà la loro amicizia è nata dietro le sbarre e la cosa strana è che sono entrambi tuttora detenuti, anche se godono di un regime speciale di semilibertà.
Nicola e Cristian, infatti, insieme ad altri due detenuti e a un’altra persona al momento agli arresti domiciliari, sono stati scelti per far parte di un programma di riabilitazione che ha cambiato la loro vita.
Non solo perché, al posto di trascorrere la giornata in una cella, ogni mattina escono e in carcere rientrano solo la sera (Nicola ha anche il permesso di fare una passeggiata con la moglie all’ora di pranzo), ma anche perché ora hanno una speranza per il futuro: la possibilità di non ricadere negli errori del passato e di trovare un lavoro grazie alle conoscenze che stanno acquisendo e ai progetti portati avanti dall’associazione che ha creato i corsi di formazione che stanno frequentando.
L’associazione si chiama “Voci di dentro” ed è nata a Chieti per volontà del suo presidente, il giornalista Francesco Lo Piccolo, che è riuscito, passo dopo passo, e anche grazie alle sponsorizzazioni di enti e privati (prima fra tutte la fondazione Carichieti) a mettere su una realtà che non ha eguali nella nostra regione.
L’associazione è partita con la realizzazione di una rivista, ormai al quinto anno, scritta dai detenuti dei carceri di Chieti, Pescara, Lanciano e Vasto.
L’associazione partecipa a diversi progetti europei e attualmente organizza i corsi di formazione di informatica e grafica nella sede messa a disposizione a un prezzo modico dal Comune di Chieti a palazzo Massangioli (lo stabile del teatro Marrucino).
I corsi di formazione sono tenuti da tre insegnanti (Andrea Fusillo, Ivano Placido e Giuliana Agamennone che percepiscono poco più di un rimborso spese) e hanno anche l’obiettivo di far rimanere il personale formato a lavorare nei diversi progetti portati avanti dall’associazione, tra cui anche un quotidiano murale, una radio on line e una tipografia.
Insomma, se tutto prosegue come sta andando, Nicola e Cristian potranno davvero guardare al futuro col sorriso. Nicola, 44 anni originario di Lamezia Terme, per cumulo di pene, sta scontando 26 anni di carcere. Per uscire gliene mancano ancora quattro. “So che quando uscirò – dice con soddisfazione – saprò usare un computer e avrò a disposizione conoscenze di informatica da poter spendere nel mondo del lavoro”.
Nicola ha trascorso anni in molti istituti di pena italiani, da Milano a Bade Carlos in Sardegna, da Pianosa a Bologna. “Ma solo a Chieti – dice – ho trovato una realtà come quella dell’associazione ‘Voci di dentro’. Mi sono avvicinato a questa associazione frequentando i laboratori di scrittura che poi sfociano nella redazione della rivista. Più che a scrivere, però, ho imparato a leggere me stesso”.
Per Cristian, 35 anni ex gestore di locali della provincia di Chieti, quella di Madonna del freddo è stata la prima esperienza di detenzione. Per cumulo di pene deve scontare sei anni. Ne ha già fatti due. “Quando ho incontrato l’associazione ‘Voci di dentro’ – racconta – ero un po’ scettico. Pensavo che, visto che non si fa niente per niente, anche dietro tutte le attività proposte dall’associazione ci fosse qualche tipo di tornaconto”.
Pregiudizi e scetticismo sono stati superati conoscendo meglio questa realtà: “Mi sono dovuto ricredere man mano che andavo avanti nelle attività. E adesso non mi stupisco più quando, ogni mattina, Francesco arriva in sede, ci guarda tutti col sorriso stampato in faccia e dice: ‘ragazzi sono contento di vedervi fuori’. So che è vero. E che è questo lo scopo di questa associazione”.




