CHIETI – Guardano la sala consiliare piena di lavoratori della piscina comunale si è capito subito che il punto centrale del consiglio di questa mattina a Chieti sarebbe stato l’ordine del giorno relativo allo stadio del nuoto presentato dal consigliere comunale del Partito democratico, Alessandro Marzoli.

E infatti la seduta consiliare ha avuto luogo senza scossoni, con tutti i punti all’ordine del giorno approvati, fino a quello relativo al futuro dello stadio del nuoto, bocciato dall’assise consiliare con 13 no e 11 sì e due astensioni. 

L’ordine del giorno del consigliere Marzoli voleva impegnare sindaco e giunta ad informare il Consiglio comunale sull’iter relativo all’affidamento della piscina comunale (cosa che il sindaco ha poi fatto effettivamente in aula) e a valutare con il Consiglio comunale le diverse possibilità che possano garantire alla piscina la migliore soluzione possibile per la gestione dei prossimi anni.

Su questo punto, però, il sindaco è stato chiaro: la questione non è affare del Consiglio, semmai di Giunta, perché sta seguendo un iter ben preciso che si concluderà con una determina dirigenziale. “Certamente – ha detto il sindaco Umberto Di Primio – vigileremo a che quanto previsto dal bando di gara venga applicato così come vuole la legge”.

Un impegno, questo, ben accolto dai proponenti dell’ordine del giorno che, però, non hanno altrettanto accolto bene l’accusa di “disturbo” che il sindaco ha rivolto nei confronti di quanti hanno sollevato questioni intorno all’affidamento del servizio di gestione della piscina.

Accusa che, dunque, va a colpire anche parte della sua maggioranza, visto che proprio un partito di maggioranza, l’Unione di centro, sostenuto poi dal centrosinistra, ha chiesto un consiglio comunale straordinario su questa vicenda. 

Il sindaco ha voluto, però, anche rassicurare i lavoratori della piscina, sottolineando il fatto che nel capitolato d’appalto è prevista una clausola che chiede esplicitamente di rilevare tutti i lavoratori della precedente gestione.

Per quanto riguarda l’ipotesi di affidare la gestione alla società pubblica del Comune, Teateservizi, Di Primio ha fatto capire che non sarà questa la strada da seguire, anche perché la Teateservizi non potrebbe riassumere tutti i lavoratori così come previsto dal capitolato d’appalto.

Con grande probabilità, dunque, la piscina comunale resterà nelle mani dell’attuale gestore, la Teate Splashing, che ha vinto la gara europea e che ha gestito l’impianto sino ad adesso. Per il momento la società sta portando avanti la gestione grazie ad un’ulteriore proroga del servizio affidatole dal Comune.

Alla gara europea aveva partecipato un’altra sola società oltre a quella che ha vinto, la società Le Naiadi che gestisce l’omonimo impianto a Pescara, e che sembra intenzionata a fare ricorso su aspetti formali dell’esplicitazione della gara.

C’è poi, infine, ancora un’altra incognita che pesa su tutta la faccenda, ovvero un’indagine che sarebbe stata aperta dalla magistratura sull’attuale gestione. (ar.ia.)