CHIETI – Nel giorno della presentazione di un’iniziativa molto attesa, quale la “no tax area” (che prevede la detassazione per tre anni per le nuove attività commerciali del settore ricreativo che aprono in via De Lollis e piazza Malta, nel cuore del centro storico teatino), scoppia anche la polemica tra Comune e Confcommercio, l’unica associazione di categoria del settore che non ha aderito al progetto.
L’iniziativa è stata presentata stamane in Comune dal sindaco, Umberto Di Primio, e dal consigliere comunale del Popolo della libertà Emiliano Vitale, che ha lavorato al progetto sin dal lontano 2004.
La “no tax area” permette di cogliere un doppio risultato: da una parte la rivitalizzazione del centro storico cittadino, dall’altra il cercare di dare una spinta all’occupazione, soprattutto giovanile. Grazie a questo progetto, infatti, chi apre una nuova attività commerciale nel settore ricreativo (bar, ristoranti, pub, rhumerie, locali tipici, pizzerie, paninoteche, locali notturni ecc.) per tre anni potrà godere dell’abbattimento all’80 per cento della Tosap (la tassa per l’occupazione del suolo pubblico) e non pagherà la Tarsu (la tassa per i rifiuti urbani).
Il progetto pilota si inserisce, inoltre, in un più ampio programma di interventi che interessano aree contigue del centro storico e che passano per ambiziosi project financing con l’obiettivo di recuperare grossi edifici comunali in disuso, quali l’ex caserma Pierantoni e il SS. Rosario nel quartiere S. Marina e l’istituto S. Maddalena al Piano S. Angelo, che diventeranno, nell’ordine, uno studentato, un centro servizi universitario e un residence.
Il Comune, inoltre, ha coinvolto nel progetto anche le associazioni di categoria del settore. Hanno aderito tutte (Confartigianato, Confesercenti, Cna e Upa) tranne Confcommercio. Hanno appoggiato il progetto anche due associazioni che rappresentano i proprietari di immobili, l’Uppi e la Confedilizia.
Le prime hanno assicurato agevolazioni fiscali e una serie di contributi ad hoc per chi sceglie di partecipare al progetto; Uppi e Confedilizia, invece, si sono impegnate a cercare di calmierare i prezzi degli affitti.
A Confcommercio, che proprio oggi ha chiesto ufficialmente al Comune l’apertura di un tavolo per frenare la fuga di uffici direzionali dalla città, il sindaco ha rivolto una battuta polemica, chiedendo “di abbandonare lo sterile protagonismo su cui si sta arroccando e offrire un servizio a favore dei propri associati”.
Battuta che ha scatenato una risentita risposta da parte del presidente provinciale, Angelo Allegrino.
“Di Primio ci chiede di abbandonare il nostro protagonismo – dice il presidente ad AbruzzoWeb – ma questo protagonismo ci serve perché lo mettiamo a servizio dei nostri associati e perché tramite esso riusciamo a cogliere numerosi obiettivi. Come dimostra il consenso ottenuto dalla nostra associazione da quattro anni a questa parte in cui abbiamo avuto tremila nuove adesioni”.
Allegrino è un fiume in piena: “A Di Primio auguro di avere lo stesso nostro protagonismo nel difendere gli interessi della città, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando. Chieti vive un progressivo spopolamento che ne mina la sopravvivenza stessa: gli uffici chiudono, le caserme si svuotano, l’ospedale militare rischia lo smantellamento, l’università è entità estranea al tessuto cittadino”.
“Il primo cittadino – continua il presidente Confcommercio – dovrebbe pensare a dare sempre maggiori servizi ai suoi amministrati, dai quali, invece, ricevo sempre maggiori lamentele”.
Per quanto riguarda la non adesione al progetto della “no tax area”, Allegrino spiega che l’iniziativa, senza finanziamenti del Comune, come è avvenuto invece a Lanciano (Chieti) e come avverrà a Vasto (Chieti), “non ha senso e non servirà a nulla. Non basta la semplice detassazione per far decollare il progetto”.
Insomma, sembra proprio che i rapporti tra Comune e Confcommercio si siano definitivamente guastati e che si sia arrivati a questo punto solo dopo una serie di problemi che via via si sono accumulati: “La verità – dice a riguardo Allegrino – è che questa amministrazione comunale è rimasta sempre sorda alle nostre proposte. Ne abbiamo fatte tante, ma non una è stata accettata”.
“Faccio l’ultimo esempio in ordine di tempo – conclude il presidente – è mai possibile che anche in occasione dell’organizzazione degli Eventi scalini, in corso in questo periodo a Chieti Scalo, l’amministrazione comunale non abbia sentito la necessità di interpellare un’associazione così capillare sul territorio cittadino come la nostra? Io credo che anche questa volta, il sindaco abbia peccato di arroganza”.





