CHIETI – Si terrà oggi alle 9 presso il tribunale di Chieti l’udienza di convalida dell’arresto dello studente campano iscritto all’università di Psicologia di Chieti, Leonardo Vecchiolla, fermato ieri dai carabinieri per gli incidenti di otto giorni fa a piazza San Giovanni a Roma durante la manifestazione degli “Indignados”.

Identificato dopo l’analisi di foto, filmati e intercettazioni, Vecchiolla si è affidato ieri sera a un legale di Avellino, Sergio Acone.

Sarà il Gip Paolo Di Geronimo a decidere se il giovane “black block” dovrà restare in carcere oppure no.

AMAREGGIATO IL PRESIDE

Lo stupore è forte, perché “di solito e da sempre, la nostra è una facoltà tranquilla”, afferma Raffaele Ciafardone, preside della facoltà di Psicologia dove studia il giovane e dove sono iscritti altre 5 mila studenti.

Tra quelli fuorisede, residenti nello studentato di Chieti, proprio Vecchiola.

“Io non lo conosco proprio, so solo quello che ho appreso sui giornali”, ha ammesso il preside.

“Sono stupito e amareggiato – prosegue Ciafardone – perché nella nostra facoltà non c’è mai stato nessun sentore di fatti del genere”.

“Per me questo ragazzo è come dire, un nome qualunque, che non assimilo a eventi precedenti di facoltà. Però – conclude il preside – resta l’amarezza”.

IL SILENZIO DEI COMPAGNI

Alla reception dello studentato in cui fino a ieri soggiornava Vecchiolla vige ancora la consegna del silenzio e nemmeno i compagni vogliono parlare del caso.

Agli studenti universitari la notizia è arrivata via Internet o dalla televisione, qualcuno racconta di aver visto il servizio su un telegiornale nazionale, altri studenti seguono la vicenda solo attraverso il web.

“Quando ho saputo che abitava qui e ho sentito quello che fa fatto ci sono rimasto male, non è certo uno che ha rubato una merendina”, dice uno studente

LO SCETTICISMO DEL LEGALE

“Black block? Non ce lo vedo proprio, non ha neanche il fisico”.

Non ha dubbi l’avvocato avellinese Sergio Acone che difende lo studente, che conosce molto bene essendo infatti il legale storico della famiglia della madre, con la quale il giovane vive dopo il divorzio dei genitori.

Ieri sera il padre aveva cercato un avvocato chietino per difendere il figlio, ma i carabinieri avevano già avuto il mandato giunto da Avellino.

“Io nei panni del devastatore non ce lo vedo – spiega Ancone – e mi risulta anche non abbia un colore politico definito. Non saprei proprio inquadrarlo come un violento. Anche perché ad Ariano non ci sono centri sociali, club politici o altro”.

IL PASSATO DEL GIOVANE

Da quanto si è appreso, a 18 anni Vecchiolla fu condannato per fatti di droga.

“Pena sospesa”, puntualizza però l’avvocato.

“Io ancora non ho ricevuto nessuna carta dai carabineri – mette le mani avanti Acone – quindi sarò costretto a chiedere di vedere bene cosa c’è nell’ordinanza. Perché al momento so solo quello che leggo sui giornali e nelle agenzie”.

“Intercettazioni? – continua l’avvocato – Può essere, ma le voglio sentire tutte, non vorrei che ci fosse un millantato credito. Foto? Fatemele vedere”.

“Ma proprio perché pare sia stato intercettato per motivi che non c’entrano niente con gli incidenti di Roma, e con un suo vecchio amico, mi pare il caso di verificare le veridicità delle cose”, afferma Acone.