CHIETI – Alla vigilia della seduta del Comitato per la valutazione di impatto ambientale sul cosiddetto Megalò 3, che dovrebbe autorizzare o meno alla realizzazione di nuovi interventi a ridosso del fiume Pescara tra Chieti Scalo e Cepagatti (Pescara), il Wwf scende presenta un ricorso al Tar contro il progetto chiamato Megalò 2.
A illustrare il ricorso è stata stamane in conferenza stampa a Chieti la presidentessa del Wwf cittadino, Nicoletta Di Francesco. Insieme a lei erano presenti Mauro Fagnano, sempre del Wwf, e l’avvocato Francesco Paolo Febbo che ha steso materialmente il ricorso. Tra il pubblico c’era anche il presidente regionale dell’associazione, Luciano Di Tizio.
Quando si parla della “moltiplicazione dei Megalò” in realtà si intende far riferimento a due nuovi interventi che dovranno sorgere vicino all’unico vero Megalò. Il primo dei due interventi è un completamento del progetto del centro commerciale già realizzato.
È stato proposto dalla ditta Sirecc srl, la stessa che secondo la ricostruzione fatta dal Wwf, dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 2005 ha inaugurato il vero Megalò. Prevede cinque nuovi edifici che dovranno sorgere accanto al parcheggio del centro commerciale esistente. Le strutture hanno una destinazione d’uso commerciale e paracommerciale e, a quanto si è saputo, daranno vita anche ad attività di esposizione, di tipo sportivo-ricreative e di ristoro.
Il secondo progetto, invece, è quello presentato da Pinti Carmen ed altri, che recentemente è passato di competenza della ditta Akka. Anche questo prevede la costruzione di altri imponenti cinque edifici.
Il primo progetto, ovvero Megalò 2, ha appena ricevuto il via libera del Comitato Via, ma il ricorso al Tar del Wwf è già pronto. Così come verrà approntato un altro ricorso che anche la seduta di domani, martedì 24, del Via rilascerà un parere positivo autorizzando di fatto, dicono gli ambientalisti, la cementificazione di un’altra vasta area a ridosso del fiume.
“La realizzazione del centro commerciale Megalò – ha detto la presidentessa del Wwf Chieti, Di Francesco – nel pieno di un’ansa e cassa di espansione naturale del fiume Pescara ha stravolto il regime idraulico del principale corso d’acqua abruzzese, tant’è vero che il commissario straordinario per il risanamento del bacino Aterno-Pescara, Adriano Goio, ha ipotizzato nuovi e costosi interventi, di circa 105 milioni di euro, per la realizzazione di altre casse di espansione in sostituzione di quelle che sono state immotivatamente occupate”.
“Si tratta – ha continuato Di Francesco – di interventi correttivi che graveranno sulle tasche dei cittadini costretti a pagare per una errata gestione del territorio che ha comportato vantaggi per pochi e danni alla collettività. Come se non bastasse, nella stessa area sono in progetto questi due nuovi interventi che porterebbero ulteriori colate di cemento a ridosso del fiume”.
Secondo gli ambientalisti, dunque, queste operazioni hanno un impatto ambientale di grande peso che non è possibile ignorare. Ma non c’è solo il discorso ambientale. Perché anche l’impatto socio-economico non va dimenticato, come sanno bene i commercianti della zona che da anni lamentano la difficoltà di far fronte alla concorrenza dei grandi centri commerciali. (ar.ia.)






