CHIETI – Le dimissioni dal consiglio d’amministrazione del preside Gaetano Bonetta e la mancata anticipazione di fondi (350 mila euro) per gli spettacoli di fine anno riaprono le polemiche intorno alla gestione del teatro Marrucino di Chieti.
Dalle file della minoranza il Partito democratico e la Federazione della sinistra sostengono che proprio l’anticipazione al teatro sia diventata cartina di tornasole tanto della mancata compattezza politica della maggioranza, come sostiene il Pd, che della cattiva gestione dell’istituzione teatrale, come ritiene Rifondazione comunista.
Per il delegato comunale al teatro, senatore Fabrizio Di Stefano, e per il presidente del cda Paolo Roccioletti, invece, non c’è nulla che non vada, prova ne è, afferma Di Stefano, “che questa sera ci sarà la prima dell’Elisir D’Amore e che a breve partirà la stagione di prosa e anche gli altri spettacoli”.
“Anzi – aggiunge Roccioletti – siamo riusciti persino a realizzare un’opera lirica in più di quanto ci era stato richiesto dal ministero per ottenere i finanziamenti legati all’attività teatrale”.
Quanto a Bonetta, che se ne è andato lamentandosi della poca autonomia concessa al cda, Roccioletti ha spiegato ad AbruzzoWeb che “siamo ancora in un anno di passaggio. Abbiamo ottenuto un certo grado di autonomia economica, che però non è ancora piena. Come dimostra la richiesta di anticipazione al Comune. Cosa di cui non avremo più bisogno quando i finanziamenti saranno richiesti direttamente dall’istituzione teatrale e non più dall’amministrazione, come è avvenuto sinora”.
C’è poi chi ritiene che, proprio perché il Marrucino si avvia a una gestione sempre più autonoma, il ruolo del senatore Di Stefano, delegato al teatro, non abbia più senso. A pensarla così è il capogruppo dell’Unione di centro, Alessandro Giardinelli, che senza mezze parole dice che Di Stefano dovrebbe rimettere la delega nelle mani del sindaco, visto che il cda del Marrucino può benissimo rapportarsi col sindaco senza intermediario.
“Ringraziamo il senatore per quanto ha fatto sinora – dice il consigliere di maggioranza – ma riteniamo che adesso la sua esperienza possa considerarsi conclusa”.
Intanto il sindaco, Umberto Di Primio, ha fatto sapere che l’atteso finanziamento della Regione per il teatro Marrucino è arrivato ieri e che dunque non c’è più bisogno dell’anticipazione richiesta, bocciata in commissione.
Ciò non toglie che i consiglieri Luigi Febo e Marco Marino continuino a pensare che, comunque, la bocciatura in commissione abbia un proprio peso: secondo loro la maggioranza si è “sgretolata”.
“Con il voto contrario del Partito democratico e della lista civica Chieti per Chieti – dicono infatti Febo e Marino – e l’astensione del Popolo della libertà e dell’Unione di centro, la commissione Bilancio ha di fatto bocciato la delibera di Giunta che prevedeva un’anticipazione di fondi per la realizzazione degli spettacoli di fine anno”.
“Il regolamento di funzionamento della deputazione teatrale – fanno sapere i due consiglieri – vieta la richiesta di anticipazioni salvo casi eccezionali. Anche se si sarebbe potuto considerare questo come caso eccezionale, c’è il problema che lo stesso articolo 3 del regolamento prevede che le somme prese a titolo di anticipazione debbano essere restituite entro lo stesso anno solare. Lo stesso Cesare Di Martino (direttore amministrativo del teatro) presente alla riunione della commissione ha ammesso di non avere questa certezza e quindi la commissione avrebbe dovuto approvare un atto che presenta una criticità evidenziata anche dal collegio dei revisori dei conti”.
Insomma, al di là degli aspetti tecnici, sembra che ci sia una spaccatura tra le decisioni del Consiglio e quelle della Giunta.
Altro aspetto che alimenta la polemica è l’assenza in commissione sia del sindaco che di Di Stefano. Un forfait che la direbbe lunga sulla considerazione del ruolo e dei componenti delle commissioni.
Per il consigliere di Rc, capogruppo della Federazione della sinistra, Riccardo Di Gregorio, i problemi sono ancora di più vasta portata. E si tratta di questioni che hanno riguardato anche le precedenti amministrazioni, compresa quella di centrosinistra di cui Di Gregorio faceva parte.
Per Di Gregorio, infatti, il centrodestra teatino ha “testardamente e convintamente perpetrato gli errori del passato sul Marrucino inseguendo il desiderio di rivestire un ruolo importante (dal punto di vista culturale) che la città non solo non ha, lo dimostrano i fatti, ma che si fatica anche solo ad immaginare”.
“E, infatti – continua il consigliere – il teatro Marrucino è stato e rimane l’emblema di una politica culturale fallimentare tesa all’esclusivo raggiungimento di obiettivi standard per ricevere finanziamenti in qualità di teatro lirico (quando gli enti lirici non esistono più ma esistono solo le fondazioni liriche)”.
Per il capogruppo della Federazione della sinistra, “si è rimasti ancorati all’idea che bisogna a tutti i costi ‘far campare il teatro’ con il risultato che a un giorno dalla messa in scena dell’Elisir d’amore non sono ancora passate al vaglio del Consiglio comunale la ratifica delle due delibere di Giunta che permetterebbero lo svolgimento delle tre opere in programmazione (Il Rigoletto e la Manon Lescaut sono le altre due) entro la fine dell’anno 2012”.
“Programmazione – continua i consigliere – assolutamente priva di piano preventivo di produzione e che deve essere messa in scena entro il 2012 per ricevere i finanziamenti. È stata già svolta la prova generale dell’Elisir d’Amore con lavoratori non ancora contrattualizzati che entrano ed escono dal teatro nell’indifferenza generale! Altro che dimissioni di Bonetta. Ci vorrebbero, come già accaduto in passato, le dimissioni dell’intero cda, quanto meno per lanciare un segnale di onestà e correttezza istituzionale”.





