CHIETI – Si teme in provincia di Chieti per la sopravvivenza del consorzio Margio Negri Sud. L’anno prossimo scade il contratto che lega tra loro gli enti che si sono consorziati e la paura è che i più importanti, Mario Negri di Milano in primis, si tirino indietro e decidano di abbandonare a se stesso l’istituto di ricerca di Santa Maria Imbaro.
Tra le altre cose, inoltre, l’istituto di ricerca, nonostante le commesse e gli incarichi che continuano a non mancare, si trova in difficoltà economica. Il problema è una mancanza di liquidità dovuta al fatto che i principali committenti sono tutti enti pubblici in grave ritardo con i pagamenti.
“Il consorzio Mario Negri Sud – dice Nicola Tinari, consigliere provinciale della Federazione della Sinistra – deve poter continuare a esistere, il suo enorme capitale di professionalità e conoscenze non deve andare disperso. Per questo ho richiesto formalmente al presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, di convocare il direttore del Mario Negri di Milano, Silvio Garattini”.
Tinari, con questa richiesta, mira ad avere un quadro il più chiaro possibile della situazione attuale del Mario Negri Sud.
“Non sfugge a nessuno che il tempo delle chiacchiere è finito – continua il consigliere – che le decisioni vanno prese e che nessuno si può sottrarsi alle proprie responsabilità di fronte ai dipendenti (circa 150 persone), di fronte al territorio e di fronte al tema più grande della ricerca e dello sviluppo della conoscenza”.
“Tutti dovranno fare la loro parte – auspica ancora Tinari – la Provincia, la Regione e il Mario Negri di Milano. Ma a questi si dovranno necessariamente unire, da subito, altri soggetti quali L’Università, le Fondazioni bancarie, la Camera di commercio ed anche le associazioni di categoria quali ad esempio la Confindustria che dovrebbero avere a cuore la ricerca e lo sviluppo della conoscenza nei nostri territori”.






