CHIETI – Fa discutere a Chieti il project financing da 200 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di un gruppo di imprese con a capo la Maltauro, il colosso dell’edilizia coinvolto nello scandalo dei lavori del Mose a Venezia e in quelli dell’Expo a Milano, impegnata anche nella ricostruzione post-sisma dell’Aquila, con appalti sui quali si è tremato dopo l’arresto dell’amministratore delegato Enrico Maltauro.
Come spiegato dal quotidiano Il Centro, la superficie totale è di 78.500 metri quadrati di cui 55 mila riferiti all’ospedale vero e proprio, 13.400 al parcheggio multipiano, quasi 300 al nuovo bar, 2.700 alla strada che lo collega al vecchio policlinico e 1.400 di obitorio. Sono 478 posti letto in più, di cui 410 ordinari e 68 per day hospital mentre la nuova struttura prevede anche 15 sale operatorie e ben 95 ambulatori.
La polemica è sulla localizzazione: il fautore di questo maxi progetto, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, lo aveva visualizzato in quella che con una delle sue ardite metafore ha chiamato “striscia di Gaza”, dove per fortuna però non muore nessuno: fra Chieti e Pescara, per la precisione a Sambuceto.
Ma le elezioni comunali a Chieti si avvicinano e uno spostamento verso Pescara potrebbe minare il consenso del candidato sindaco del centrosinistra, Luigi Febo: forse anche per questo la nuova versione vuole l’identico progetto realizzato stavolta nel capoluogo teatino.
A reagire in modo polemico è il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, già critico sul progetto come pure il consigliere regionale Mauro Febbo.
“Vedere il nuovo project financing, presentato dalla Maltauro e riflettere sulle dichiarazioni di D’Alfonso, che vuole realizzare una mega struttura, guarda caso identica a quella del project financing, nella cosiddetta ‘Striscia di Gaza’, ci lascia allibiti e preoccupati – scrive – E non è solo sui numeri che restiamo attoniti, ma anche sulle procedure”.
Di Stefano fa notare che “quando un ospedale ‘raddoppia’ il numero dei posti letto, dovrebbe avere dietro di sé uno studio attento sulla riorganizzazione dei reparti. Infatti il presidente D’Alfonso dovrebbe sapere, ma non lo sa e non gli interessa informarsi – incalza – che prima andrebbe rivisto il piano sanitario e, nella rivisitazione, andrebbe chiarito su quali specialistiche andranno i 400 posti letto in più, e poi pensare a costruire la nuova struttura”.
“Leggiamo infatti- continua il parlamentare – che 488 posti letto saranno a pagamento: di fatto, quindi, sarà una clinica privata in più in Abruzzo. Chi la gestirà? Quale gruppo imprenditoriale se ne farà carico, visto che la Maltauro costruisce ma non gestisce? Come si intende integrarlo nel piano sanitario attuale?”.
E, infine, conclude il parlamentare, D’Alfonso ci dovrebbe dire se questa struttura la vuole realizzare a Chieti, sì o no? Nell’attuale sede, sì o no?”.
“Lo pretendiamo oggi, perché i cittadini di Chieti, che sono chiamati al voto, devono sapere se ‘Luciano’ Febo si propone d’essere il sindaco dei teatini o il sindaco del presidente – conclude – Lo si chiarisca subito, e se il presidente vuole, anche in un pubblico confronto, a cui sono disponibile a partecipare quando e come lui vuole”.




