CHIETI – Quante sono le donne che finiscono nel tunnel della ludopatia in provincia di Chieti, perché diventano schiave del gioco d’azzardo, con quali soldi finanziano il vizio e perché sono le più restie a chiedere aiuto rispetto ai ludopatici uomini?
È quanto vuole appurare l’ufficio della consigliera di parità della Provincia di Chieti, Annarita Guarracino, che ha avviato una ricerca nel settore privilegiando l’ottica di genere e ha deciso di aprire lo sportello d’ascolto gestito dall’ufficio sulle disparità lavorative anche a questo tipo di problemi.
“Su cinque ludopatici che chiedono aiuto, solo uno è una donna – ha detto la Guarracino – eppure le giocatrici in Italia sono circa 450 mila, circa la metà dei giocatori. E dunque il fenomeno esiste anche tra le donne, sebbene sia molto più sommerso e difficile da stanare”.
Una vera e propria piaga sociale che rischia di allargarsi di pari passo con la crisi economica. Per questo la consigliera di parità ha pensato anche a programmi specifici per contrastare il fenomeno a partire dalle scuole e a incentivi per quegli esercenti che decidono di liberarsi di videopoker e macchinette per giocare. (ar.ia.)




