CHIETI – Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso fa sapere attraverso il suo rappresentante nel Cda del teatro Marrucino di Chieti di essere pronto a sostenere economicamente il teatro teatino.

“La Regione manterrà fede anche quest’anno agli impegni presi nei confronti del Marrucino”: questa la frase che il consigliere d’amministrazione Paolo De Cesare riferisce al termine di colloqui avuti con il presidente della Regione.

L’impegno, però, non contiene alcun dettaglio circa la quantità dello stanziamento che la Regione può mettere a disposizione del teatro teatino che negli ultimi anni ha ricevuto dall’ente regionale un finanziamento mai sceso sotto i 300 mila euro. 

Oltre al problema della quantità dell’erogazione, c’è inoltre quello della tempistica. La programmazione dell’istituzione culturale teatina, infatti, è stata già completata a inizio 2016 (così come richiedono i regolamenti nazionali) e prevede che il 14 ottobre vada in scena la prima delle tre opere liriche (La Traviata di Verdi) da realizzare prima della fine dell’anno. 

Se per allestire un’opera lirica c’è bisogno almeno di una ventina di giorni, ciò significa che il teatro teatino dovrebbe trovarsi in questi giorni al momento della stipula dei primi contratti. Ma con meno di 100 mila euro in cassa (residuo di una quota dei 330 mila euro messi a disposizione dal Comune, con la promessa di aggiungere altri 160 mila euro appena le condizioni lo permettano) l’istituzione culturale non può azzardarsi a firmare contratti. 

E dunque il rischio è che non solo salti la stagione lirica, ma anche che lo storico teatro teatino esca dal circuito nazionale, finanziamenti compresi, e che sia dunque costretto a subire un drastico ridimensionamento. Tutto questo alla soglia dei suoi 200 anni di attività, anniversario che cade nel 2018.   

Registriamo l’impegno del presidente della Regione, ma dobbiamo confrontarlo con le dichiarazioni del dirigente del settore Cultura dell’ente regionale, il teatino Giancarlo Zappacosta, che dice che il settore ha a disposizione per tutte le realtà culturali della Regione un fondo di poco più di 880 mila euro e che al Marrucino tocca soltanto una quota che si attesta tra il 10 e il 20 per cento del contributo ministeriale richiesto, che ammonta a poco più di 120 mila euro. 

Con un contributo regionale di poche decine di migliaia di euro il teatro teatino appare condannato. L’unica strada per avere ulteriori fondi regionali, dice Zappacosta, è quella di fare, come l’anno scorso, una variante di bilancio per reperire soldi da altri capitoli di bilancio. La scelta è ovviamente politica. 

Il dirigente regionale, infine, non lesina critiche sulla gestione dell’istituzione culturale, quando dice che “non si può pensare di fare cultura contando solo sui finanziamenti pubblici. Occorre andare sul mercato, attivare una logica di sistema e di filiera, guardando al territorio e superando il campanilismo”. (a.i.)