CHIETI – A fare chiarezza sulla corposissima relazione degli ispettori ministeriali mandati al Comune di Chieti per far luce sulla gestione dell’ente sono stati questa mattina in conferenza stampa il sindaco, Umberto Di Primio, e l’assessore comunale al Bilancio Roberto Melideo.

Dell’argomento si parla da tempo e qualcuno ha già sollevato il fantasma del dissesto economico-finanziario, rischio smentito dal primo cittadino che, però, ha confermato che i rilievi fatti sono pensati. Ci ha tenuto a sottolineare, però, anche che i rilievi evidenziati non toccano la sua amministrazione ma, in massima parte, quella precedente guidata da Francesco Ricci.

Gli ispettori, definiti tra l’altro da Di Primio “maleducati” perché non sono mai passati dal sindaco che pure ha messo a loro disposizione anche una stanza per lavorare, hanno indagato sulla gestione comunale dal 2006 al 2010, l’amministrazione Di Primio è partita a metà del 2010.

Dunque, le critiche dell’opposizione a riguardo o “sono fatte allo specchio”, ha detto Melideo, oppure sono fatte “a vanvera solo per stare sui giornali”.

Anzi, secondo il sindaco “la relazione ispettiva non fa altro che avvalorare quanto da noi denunciato sull’amministrazione Ricci”. Di Primio cita a riguardo i passaggi in cui viene contestata una “bassa capacità di programmazione dell’ente” e una “difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi di bilancio”.

Quando però gli ispettori parlano dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione che i revisori avevano avvertito di non toccare, la segnalazione riguarda la sua amministrazione. E il sindaco non lo nega.

LE CRITICITÀ EVIDENZIATE DALL’ISPEZIONE MINISTERIALE   

Ad entrare nel tecnico e a spiegare quali sono le criticità emerse dalla relazione ministeriale è stato l’assessore al bilancio Melideo.

Si tratta essenzialmente di tre pesanti rilievi: “La tensione finanziaria dovuta a un eccessivo indebitamento, la gestione dell’ente di riscossione di tributi che non ha visto brillare i tempi della riscossione e una gestione delle spese per il personale che hanno appesantito le casse dell’ente spingendo oltre il limite il  numero dei dirigenti e assumendo anche un direttore generale”.

In sostanza la precedente amministrazione, ma a questo punto si può andare anche più a ritroso, avrebbe contratto troppi mutui, indebitando all’inverosimile le casse dell’ente; non avrebbe prodotto una politica capace di riscuotere il dovuto, e in questo caso è sotto accusa la gestione della Teateservizi, la società pubblica che gestisce il servizio di riscossione; e, infine, sarebbero stati spesi troppi soldi per il personale, anche con l’assunzione di diversi dirigenti, che poi la successiva amministrazione ha tagliato, e di un direttore generale, figura anch’essa eliminata dalla pianta organica.

IL COMUNE DEVE RICHIEDERE I SOLDI AI DIPENDENTI

È proprio il rilievo degli ispettori sul personale a preoccupare l’amministrazione. Perché oltre alla contrazione del numero dei dirigenti fatta dall’amministrazione Di Primio a far problema sono anche le progressioni orizzontale di moltissimi dipendenti comunali, fatte tutte o quasi, dice Di Primio, nel corso della precedente amministrazione.

Gli ispettori hanno infatti ritenuto non legittime ben 634 progressioni orizzontali e ha chiesto al Comune di richiedere indietro ai dipendenti comunali i soldi percepiti in maniera a loro dire illegittima.

Si tratta di 543 mila euro, derivati da avanzamenti di carriera che, sempre secondo gli ispettori, non erano dovuti. Il Comune, ovviamente, prima di procedere, vaglierà attentamente tutti i casi.

LA POLITICA COMUNALE IN TEMA DI BILANCIO

Per Di Primio, dunque, quanto evidenziato dall’ispezione non è nulla di nuovo, tanto è vero che le politiche di bilancio sono orientate verso quelle azioni auspicate proprio dall’ispezione.

“Abbiamo comunque intrapreso subito azioni correttive – assicura Di Primio – abbiamo gestito i servizi comunali nel 2011 solo con quattro dirigenti, non abbiamo più un direttore comunale, anche se tutto questo ha portato un surplus di lavoro cui però non ci siamo tirati indietro”.

“Abbiamo cercato di rendere più efficiente la macchina di Teateservizi – ha continuato Melideo – abbiamo fatto emettere ingiunzioni di pagamento, abbiamo accelerato le pratiche di normale riscossione, ad esempio dotando Teateservizi di un ufficiale giudiziario per la riscossione”.

“L’incremento della riscossione è di circa il 30 per cento in più rispetto al passato – ha detto ancora Melideo – Abbiamo ridotto i residui attivi di circa 19 milioni di euro e passivi di circa 17. Abbiamo cercato ridurre al massimo la contrazione dei nuovi mutui. Abbiamo chiesto, anche a muso duro, di poter riscuotere i trasferimenti spettanti alla città da parte di Regione e Comune e grazie a questa opera a dicembre scorso sono arrivate nelle casse comunali circa 6 milioni di euro da un progetto comunitario”.

“Stiamo cercando – ha detto infine l’assessore – anche in maniera ingegnosa di poter recuperare tutte le entrate possibili e di crearne di nuove, vedi con la richiesta di accatastamento della centrale dell’Enel, che può far entrare nelle casse comunali circa un milione di euro”. 
 
I CONTRACCOLPI IN CONSIGLIO COMUNALE

I pesanti rilievi degli ispettori hanno avuto contraccolpi anche a livello politico tra i consiglieri comunali, soprattutto tra quelli di maggioranza che avevano avuto modo già in passato di esprimere i loro dubbi sulla gestione finanziaria dell’ente.

È il caso dei due consiglieri di Futuro e libertà che a settembre scorso si erano rifiutati di votare i riequilibri di bilancio. A seguito di quel rifiuto uno dei due, Silvio Tavoletta, fu cacciato dalla Giunta provinciale e Fli considerata fuori dalla maggioranza. Ora Tavoletta torna in campo per dire che quel non voto aveva evidentemente le sue ragioni.

Ed è il caso anche del gruppo consiliare dell’Udc, il cui capogruppo, Alessandro Giardinelli, sempre a settembre, aveva presentato un emendamento al bilancio, votato anche dall’opposizione, che chiedeva a sindaco e Giunta di tenere in massima considerazione i rilievi fatti dal collegio dei revisori dei conti.

Quell’emendamento allora non piacque per nulla a quella parte della maggioranza più vicina al sindaco Di Primio ma, evidentemente, portava alla luce i dubbi di molti consiglieri comunali.

Allora, però, nonostante le polemiche, sia il bilancio sia il riequilibrio finanziario passarono in Consiglio comunale, ci chiediamo cosa succederà adesso dopo i rilievi dell’ispezione ministeriale.

È infatti diretto alla maggioranza del sindaco Di Primio, e non alla precedente, almeno un rilievo, quello dell’utilizzo dell’avanzo di amministratore che i revisori avevano raccomandato di non toccare e che invece è stato usato, nonostante l’approvazione dell’emendamento voluto da Giardinelli a riguardo.

C’è, infine, da tenere sotto controllo anche l’esito del ricorso al Tar proposto dall’opposizione proprio su questi temi. Il tribunale si esprimerà nel prossimo mese di marzo. (ar.ia.)