CHIETI – Il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio comunale a Chieti, l’ex assessore Bassam El Zohbi, non ci sta a sopportare “pressioni politiche” per indirizzare il suo voto in aula.

Una denuncia pesante quella che El Zohbi ha fatto in Consiglio che fa cadere il gelo sui già freddi rapporti del partito con il resto della coalizione di minoranza.

Non è la prima volta, infatti, che il partito non si trova sulle stesse posizioni del resto del centrosinistra e che ci sono screzi con alcuni dei componenti del Partito democratico e di Rifondazione.

Ma questa volta El Zohbi ha fatto di questi screzi una pubblica denuncia che ha subito trovato sponda nei consiglieri della coalizione di centrodestra. Diego Costantini e Stefano Rispoli, entrambi del Popolo della libertà, hanno pubblicamente ringraziato il capogruppo Idv “per la serietà politica manifestata oggi con le sue dichiarazioni nel corso dello svolgimento del consiglio comunale”.

“Pur rimanendo su posizioni diverse, – continuano i due – abbiamo apprezzato il senso di responsabilità dimostrato da un avversario politico il quale ha pubblicamente denunciato l’opera di “pressing” esercitata ai danni di esponenti dell’Idv in consiglio comunale da parte di taluni rappresentanti dei gruppi di minoranza al fine di pilotare l’esito delle votazioni”.

L’ex assessore comunale, dal canto suo, ha spiegato che l’Idv ha riunito i suoi vertici locali per una riunione “in cui ho rivendicato il mio ruolo di consigliere comunale che è quello di portare avanti le istanze dei cittadini e non di portare acqua al mulino di una o dell’altra parte”.

“Da questo punto di vista – dice ancora El Zohbi – non approvo la strategia del voto per partito preso né del far cadere il numero legale. Il centrodestra non ha i numeri per governare ma noi non possiamo stare sempre lì a invalidare le sedute che ai cittadini costano 4.000 euro la volta”.

Tanto è vero che l’unico punto approvato al consiglio comunale di oggi, prima che cadesse il numero legale, è passato anche con i voti dell’Idv.

Si trattava della transazione con Enel per la gestione delle reti del gas per cui Enel si impegna realizzare 10 chilometri di nuova condotta e a versare al Comune un canone annuo di 500 mila euro.

“La sorpresa per i cittadini – ha polemizzato a riguardo il consigliere di minoranza Luigi Febo – sarà che di questi soldi, 200 mila saranno pagati da loro stessi in bolletta. L’Enel con 300 mila euro si garantisce entrate di circa 30 milioni di euro. A tanto infatti ammonta il consumo dei Teatini”.

In aula il sindaco Umberto Di Primio ci ha tenuto, però, a sottolineare che la posizione dell’Amministrazione nei confronti di Enel “non è stata affatto di sudditanza” e ha spiegato che la società pubblica del Comune, Teateservizi, non sarebbe stata in grado di rilevare le reti e gestirle. (ar.ia.)